Michael Fix – Lines & Spaces

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Fix_coverQuattordicesimo album ufficiale per il talento australiano Michael Fix, da anni uno dei più ispirati interpreti della chitarra acustica mondiale. Lines & Spaces è un disco intenso e suggestivo, che coinvolge già con l’opener “Young Gun”, un country-western tributo al basso alternato di Atkins, che vede l’autore alle prese con un bel solo django-blues (il pezzo è inoltre impreziosito dall’armonica di Christian Marsh). Ritmi caraibici di djembe e bongos per la gioiosa “When Thuli Smile”, l’episodio più ‘mediterraneo’ del lavoro insieme alla sognante “Butcherbird”. Se nei brani citati finora Fix ha visto le effervescenze della sua Maton accompagnate da altri strumenti, la struggente “After the Storm” è il primo brano del disco nel quale il chitarrista si esprime da solo, un episodio molto evocativo, che riprende idealmente le atmosfere di quella “Summer Storm” già contenuta in Transfixed (Fret Music, 2000). Non possono mancare gli arrangiamenti di pezzi celebri: ne sono una splendida testimonianza il funk-blues della beatlesiana “Blackbird” (cantata dallo stesso Fix) e, sempre presa in prestito dal repertorio dei baronetti di Liverpool, l’ipertecnica versione per chitarra sola di “I Saw Her Standing There”. Riuscita anche la versione del “Bolero” di Ravel e la saltellante reinterpretazione della poco conosciuta “Happy Talk”, composizione tratta dal musical South Pacific. Il suono di Michael Fix è pressoché perfetto: la pronuncia delle note è nitida, le timbriche chiare e il corpo dei registri basso e acuto sempre ben proporzionato tra loro. Groove pazzesco per la ‘motown’ “Silvertop Blues” e per la ritmata “Waxhead”. “Coppertown Blues” vede ancora Fix alla voce, che decide di chiudere con sonorità distorte un disco di chitarra acustica davvero molto, molto interessante.

Matteo Roccia

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 12/2014, p. 12

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