Acoustic Tellers (18) – Una giornata con Giulia Millanta

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(di Francesco Manfredi) – Questa diciottesima puntata di “Acoustic Tellers” è diversa da tutte le altre. È la prima puntata monografica dedicata ad una donna, è la prima volta che si registra in trasferta fuori da Roma, ad Arezzo in questo caso, ed è la prima volta che in video compaio io, Francesco Manfredi, in qualità di intervistatore (anche se poi scompaio e torno a fare il cameraman-autore-regista-blogger-cantautore sull’orlo di una crisi quadripolare di personalità).

Giulia-Millanta1Giulia è una cantautrice fiorentina al suo quarto album, è blogger in campo musicale e canta in varie lingue. Nonostante la sua giovane età e la sua umiltà, mi viene difficile considerarla un’esordiente, anche se credo che con l’aria che tira buona parte di noi cantautori sia destinata a restare esordiente a vita. Il che da un certo punto di vista può essere positivo, se, come nel caso di Giulia, si mantengono i piedi per terra, si sperimenta liberamente e si conserva incontaminata la passione che ci ha fatto cominciare a scrivere canzoni.
Giulia è anche un’occasione per girare la medaglia e, dopo aver ospitato Elisabeth Cutler, cantautrice americana trasferitasi in Italia, vedere come funziona la vita di una cantautrice italiana trasferitasi in America, ad Austin in Texas.
Giulia-Millanta2Le mie domande sono, come vedrete nel video, spesso tendenti al confronto con la vita che avrei sempre sognato di fare e che non ho mai avuto il coraggio di fare: ma com’è la situazione musicale? Ma chi hai conosciuto? Ma come si mangia? Ma dimmi un po’, è vero che nella custodia della chitarra in America tutti portano il fucile? Forse ho visto troppi film di Tarantino… ma non sembra anche a voi impossibile che Giulia abbia conosciuto Robert Plant mentre entrambi studiavano per prendere la patente di guida?
Mentre passeggiamo nel parco del duomo di Arezzo, Giulia mi dice anche che lì negli USA è normale suonare ovunque, anche nei centri commerciali e negli aereoporti, e che lei suona abitualmente in quello di Austin. Insomma un altro mondo: per me la musica da aereoporto, o da ascensore, era quella dei dischi easy jazz alla Kenny G, e invece in America si suona dal vivo qualsiasi genere ovunque ci sia gente che respira; e si è addirittura pagati per farlo!
Lo so, sembra fantascienza ma è così. Certo è dura anche lì, ma ci si può vivere, si può scrivere “professione songwriter” sulla patente come ha fatto Giulia senza essere guardati male.

Che dire? Partiamo tutti in aereo per Austin, ci facciamo una suonata e ci facciamo scarrozzare per locali da Giulia Millanta e Robert Plant nella patria del rock? O restiamo qui a menarcela e a scrivere canzoni sulle mazzette milionarie di Mose ed Expo? Certo di argomenti per canzoni ironiche o di protesta qui in Italia non ne mancheranno mai, quindi questo è il mio posto! Ma a voi, cari ‘acoustictellersiani’, consiglio di fare un salto oltreoceano e, se è vero quello che Giulia racconta col suo sorriso e con il suo fingerpicking, allora mi sa che vengo anch’io a trovarvi ogni tanto.

Francesco Manfredi

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=nhPm0D-BPOE[/youtube]

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PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 12/2014, p. 11

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