Musicisti in trincea (6) – Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza

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Produrre un intero album in 15 giorni… e senza musicisti!

(di Francesco Manfredi) – Cari combattenti, come va? State registrando le vostre canzoni sul vostro iPad o sul vostro iPhone? Mentre l’altra volta abbiamo discusso della fase della preproduzione e dell’editing attraverso le app di base, che costano pochi euro, oggi cercheremo di affrontare il tema della produzione vera e propria. Avendo a disposizione le nostre tracce già abbozzate con Garage Band o Cubasis, possiamo riversarle sul nostro Mac o sul nostro PC.

Se abbiamo una formazione musicale e/o la conoscenza del MIDI, possiamo anche pensare di registrare tutte le tracce da soli, come del resto hanno già fatto in vari album Stevie Wonder, Lenny Kravitz, Mike Oldfield, Joe Satriani, Prince e tanti altri. Certo loro sono dei polistrumentisti virtuosi, ma a noi basta esprimere le nostre idee in modo credibile e metterle su SoundCloud e YouTube, giusto? O vender qualche CD ai concerti. Non ci illudiamo mica di fare il nuovo Sgt. Pepper’s o The Dark Side of the Moon, giusto?

Batterista-virtuale_1

E allora possiamo anche usare il batterista virtuale di GarageBand X o di Cubase Pro 8 per le ritmiche, insieme magari a qualche loop. L’importante è non usare mai un arrangiatore automatico tipo piano bar, nel qual caso è meglio suicidarsi direttamente, perché vuol dire che non abbiamo neanche il minimo di cultura per capire cosa è vietato dalla Convenzione di Ginevra!
A parte gli scherzi… un batterista virtuale può dare un input iniziale, come qualsiasi loop, ma va assolutamente adattato al brano con intro, fill, dinamiche ed espressività adeguate.
Il basso, consiglio di suonarlo vero se siete chitarristi, e con la tastiera se siete pianisti. I suoni di basso campionato, come piano e archi campionati, sono ormai a livelli professionali e, spesso, i suoni inclusi già nel vostro software sono ottimi senza dover ricorrere a Kontakt o altre librerie
Le chitarre acustiche e i fiati, meglio veri: se quelli programmati risultano finti meglio fare a meno.
Batterista-virtuale-2Un trucco può essere mischiare i suoni campionati con quelli veri suonati da voi: anche se imprecisi, con un po’ di editing l’amalgama può essere credibile. A volte mettere un violino vero o anche un’armonica vera su degli archi campionati può far sembrare tutto più autentico e ispirato.
Sempre per gli archi, meglio suonare uno strumento alla volta anziché gli accordoni tipo pad, che avanzano in parallelo come calciatori. Un minimo di contrappunto fa sempre bene.
L’argomento è vasto e qui posso dare solo dei piccoli trucchi che non sostituiscono il manuale di armonia di Piston o di Schönberg, che consiglio comunque di leggere.
Ma la sfida di oggi ha anche a che fare con i tempi: come è possibile produrre un intero album in 15 giorni? Semplice, basta dedicarsi a una canzone alla volta a tempo pieno, senza perdere tempo in altre attività. Quindi prendete le vostre vacanze di Natale oppure le vostre vacanze di Ferragosto e fate una full immersion, in modo da concentrare le energie creative e ottimizzare i tempi.
La fase di preproduzione serve fondamentalmente per capire qual è la tonalità e il tempo più corretto per la nostra canzone. Avremo anche un’idea del tipo di ritmo e di atmosfera, e quindi adesso non resta che migliorare la base ritmica, aggiungere il basso, le chitarre ritmiche e le armonie alla voce guida.
I cinque giorni che rimangono, ammesso di riuscire a registrare e a completare l’arrangiamento di una canzone al giorno (il mio album ideale è di 10 brani), serviranno per il missaggio e per la masterizzazione del nostro album. Ma di missaggio, masterizzazione, promozione parleremo in seguito.
Qui mi preme solo dire che a volte l’urgenza di finire un progetto in pochi giorni può dare risultati sorprendenti, sia da soli che con altri musicisti. Avere dei limiti può essere uno stimolo creativo oltre che una sfida. Prima del digitale e delle infinite possibilità di editing che esso offre, i dischi si registravano in poche settimane se non in un solo giorno come faceva Les Paul con sua moglie.
L’importante è aver avuto il tempo necessario per creare canzoni valide e per scartare quelle non valide o non ancora mature, che purtroppo – se siamo onesti – sono sempre la maggior parte. Se avete passato due anni a comporre, scartare e modificare strutture, testi e melodie, credetemi, in 15 giorni non farete certo un capolavoro, ma un buon lavoro sicuramente. Poi magari potrete sostituire qualche traccia MIDI con un musicista vero, ma spesso l’utente medio non se ne accorgerà…

Il fatto di collaborare con musicisti veri, avere più tempo e soldi per produrre il nostro album è comunque preferibile, ma se state ancora leggendo questo articolo, vuol dire che anche voi siete in trincea con me. Come diceva mio nonno, «quando è guerra ogni buco è un pertugio»… Quindi, quando le finanze sono a terra, anche con un tablet e un paio di cuffie si può produrre un album!
Per ogni dubbio, proposta, commento, resto a disposizione.
Buon lavoro!

Francesco Manfredi
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound

PUBBLICATO

Chitarra Acustica, n.03/2015

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