Ron – La forza di dire sì

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Le Foglie e il Vento / F&P Group / Universal Music
Ron-La-forza-di-dire-sì-coverLe canzoni hanno una loro personalità, non importa il vestito che indossano, il colore che le ricopre o il tessuto che le riscalda. Le canzoni non sono solo parole e musica, sono anche emozioni, ricordi, lacrime e sorrisi. Le canzoni sono un abbraccio che nasconde gioia o sconforto, una mano sudata che ti accarezza sotto il cielo stellato di agosto. Sono perfette così come sono e pensi che non potrebbero essere altrimenti. Invece le canzoni respirano, crescono, si evolvono, cambiano profumo e vestito e ritornano diverse, mascherate. Le riconosci però nonostante il travestimento e continui ad amarle, godi del loro ‘trucco’, ma anche della loro infinita capacità di regalare sogni e ricordi. Questo disco è un abito nuovo per venticinque ‘vecchie’ canzoni accompagnate da due nuove storie.

Meglio? Peggio? Diverso!

Per farsi un’idea, per capire il valore del lavoro, bisognerebbe iniziare ascoltando “I ragazzi italiani” nella nuova versione pensata da Francesco De Gregori. Ma anche Jovanotti ne “Il gigante e la bambina”. O lo stesso Marco Mengoni, che apre il lavoro con “Al centro della musica”. Sono troppi per poterli raccontare tutti. Ma tutti insieme si sovrappongono in “Una città per cantare”, tutti insieme per questo lavoro che oltre alla musica e alla storia nasconde un fine benefico, a cui Ron dedica da tempo parte dei sui interessi. Infatti i proventi di questo lavoro andranno a favore dell’associazione AISLA, che dal 1983 si cura delle problematiche dei malati di SLA. Ciò aggiunge merito al lavoro del cantautore, un lavoro così complesso e così audace che merita attenzione per la grande gioia nella condivisione che trasmette.

Ma ritorniamo alla musica. Il CD è tutto da scoprire, ogni brano riparte con una nuova storia. Giuliano Sangiorgi regala magia col suo pianoforte in “Aquila”. E Arisa diventa ‘grande’ in “Piazza Grande”. Arriva anche Mario Biondi in una versione trascinante alla Barry White di “Joe Temerario”, merito in particolare del supporto regalato da Albertino e Fargetta. Non manca la chitarra di Pino Daniele in “Non abbiam bisogno di parole” o la voce di Lucio Dalla in “Chissà se lo sai”, che a pieno titolo entrano in questo ‘collettivo’ di voci e suoni.
Ammirevole la scelta di unire a nomi ‘storici’ della musica italiana anche giovani interpreti. E altrettanto interessante risulta capire con quale energia e perizia gli stessi hanno affrontato la ‘prova’ e il confronto. Un CD che merita un ascolto attento e che regala qualcosa ad ogni traccia. A voi la scoperta.

Reno Brandoni

 

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