Tre acustiche per «L’Ultimo dei Mohicani»: Intervista a Luca Stricagnoli

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(di Alberto Ziliotto) – Ho conosciuto Luca Stricagnoli, classe ’91, in uno dei famosi festival chitarristici italiani. Poi ci siamo tenuti in contatto e da pochi giorni ho ricevuto la notizia che il video di un suo arrangiamento del tema principale (composto da Trevor Jones e basato su “The Gael” di Dougie MacLean) della colonna sonora del film L’Ultimo dei Mohicani, è stato pubblicato sul canale YouTube della CandyRat Records. Luca non è il primo italiano ad affacciarsi alle porte della casa discografica canadese, dove risiedono già Pino Forastiere, Sergio Altamura e Stefano Barone, ma di certo si può dire che è il più giovane. Cerchiamo di conoscere Luca più da vicino…

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Ciao Luca, raccontaci un po’ la storia di questo video.
«Ho iniziato a lavorare al tema de L’Ultimo dei Mohicani più di un anno fa: è stato il mio primo arrangiamento. All’inizio di quest’anno, non soddisfatto della prima versione, ho deciso di riprenderla per migliorarla. La scelta azzardata è stata quella di usare l’archetto del violino senza l’ausilio di alcuna loop station, che di solito è d’obbligo per chi vuole adoperarlo sulla chitarra. Come fare? Ci ho ragionato su un po’ e mi è venuto il mente lo stratagemma delle tre chitarre: ero entusiasta della trovata e ci ho lavorato per due mesi a ritmi pazzeschi.»

Come ci si sente a essere pubblicati da un’etichetta che accomuna i più grandi chitarristi internazionali?
«È un grande, grandissimo sogno che si realizza. Il livello degli artisti che fanno parte della CandyRat Records è, a dir poco, altissimo! Vedere il mio nome spuntare timidamente tra quei ‘mostri sacri’ della chitarra mi mette quasi in soggezione. Sono molto onorato dal fatto che l’etichetta abbia creduto in me.»
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Data l’enorme visibilità che hai acquisito, ti senti in qualche modo portavoce di quei chitarristi giovani che propongono la loro musica su YouTube?
«Mah, difficile dirlo. Diciamo che mi sento molto vicino ai giovani chitarristi: sono uno di loro e ho ben presente le difficoltà del farsi strada da soli e partendo da zero. Se essere un loro portavoce significa portare più attenzione su di loro, allora sì, mi piacerebbe esserlo.»

Cosa ne pensi del ruolo di YouTube nel far conoscere la propria musica?
«YouTube fornisce a tutti la chance di uscire allo scoperto e di mettersi in gioco, e questa è una cosa molto bella. Anche se la popolarità acquisita sul ‘tubo’ non sempre corrisponde a un adeguato ritorno nella vita reale, quella in cui per vivere di musica servono i concerti retribuiti, direi che è comunque un grande aiuto!»

Ho visto degli arrangiamenti veramente ben fatti nel tuo canale. Hai in mente altre cover?
«Sì, ho diverse idee per la testa e ho anche molti arrangiamenti non ancora pubblicati. Mi piace un sacco arrangiare brani che amo e credo che continuerò sempre a farlo.»

Componi anche brani tuoi?
«Ho composto da pochissimo il mio primo brano, che uscirà molto presto. Anche in questo caso, c’è qualche ‘stranezza’. Sono molto curioso di vedere come sarà accolto dal pubblico di YouTube.»

Parlaci delle tue chitarre…
«Suono su chitarre acustiche – una Standard, una Baritona e una 7 Corde – costruite dal liutaio Davide Serracini, che risiede a Ciampino in provincia di Roma. Dopo aver dato un’occhiata al suo sito rimasi molto colpito e, al mio primo festival, mi sono prenotato per suonare le sue chitarre sul palco. Quando le ho provate è stato un colpo di fulmine: avevo tra le mani qualcosa di straordinario! I suoi sono degli strumenti davvero stupendi. Davide è una di quelle persone che hanno scommesso su di me fin dall’inizio e con cui si è instaurato un rapporto di grande amicizia. Attualmente stiamo pensando a un progetto molto particolare, ma è tutto in fase di definizione.»

Hai date in programma ?
«Per ora so solo che suonerò al Fiuggi Guitar Festival, grazie alla vittoria del concorso dell’Acoustic Guitar Contest dell’anno scorso. In questo periodo sto dedicando tutte le mie energie alla creazione di nuovi brani e arrangiamenti per avere presto un mio CD.»

Il video di Luca ha avuto e continua ad avere molto successo. Oltre a essere un’enorme soddisfazione per lui, lo è in qualche modo anche per tutti i chitarristi italiani. Sono convinto che l’Italia sia piena di nuovi chitarristi, con delle idee innovative degne di un pubblico come quello della CandyRat. Il problema è che, per suonare e far conoscere la propria musica, bisogna sempre scendere a compromessi o accontentarsi di qualche apertura di serata invece di essere l’artista principale, perché il proprio nome è poco conosciuto. Credo che, alle volte, le agenzie di promozione e gli organizzatori di eventi dovrebbero mettere in secondo piano le finalità economiche e puntare alla qualità della musica: solo così porteremo innovazione, non solo in territorio nazionale, ma in tutto il mondo.

Alberto Ziliotto

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 04/2014, pp. 40-42