“Acoustic Tellers – 15”: Bandabardò, il ritorno

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(di Francesco Manfredi) – Sono qui che guardo The Voice of Italy su Rai 2 e mi diverto come un matto. Mi rimangio tutto ciò che di negativo ho detto sui talent show nelle puntate precedenti. Sto rivalutando il format, un po’ competitivo e virtuosistico, ma ‘tamarro’ al punto giusto grazie a J-Ax e ai suoi ‘Ax-forismi’. Chiama tutti zio e zia e non si prende sul serio come Cocciante l’anno scorso, scherza su tutto e tutti ma con molta competenza musicale. Il risultato è istruttivo e irresistibile.
Allo stesso tempo mi chiedo: quante di queste voci mirabolanti saranno ancora in TV o su un palco tra vent’anni? E ripenso a quando qualche settimana fa ero allo studio Terminal 2 di Roma con Finaz, Erriquez e Cantax di Bandabardò, che con lo stesso spirito di quando erano adolescenti si ritrovano per comporre, scrivere e registrare, album dopo album, tour dopo tour.

Finaz
Finaz

Certo si son fermati per un paio d’anni e ognuno ha preso parte a progetti diversi, ma ora che si sono rimessi al lavoro l’energia di questi ragazzoni scanzonati è la stessa di sempre. L’entusiasmo di Enrico ‘Erriquez’ Greppi per il suo nuovo ukulele, l’emozione di Alessandro ‘Finaz’ Finazzo per la sua nuova semiacustica e il nuovo distorsore per chitarra acustica progettato su sue specifiche e in vendita a breve, la ‘paciosità’ di Carlo ‘Cantax’ Cantini, fonico storico del gruppo che si scompone solo davanti all’amatriciana che ci concediamo a fine registrazione dal Panzetta, trattoria molto rustica di periferia usata dalla banda come mensa quotidiana.
Venti giorni di registrazione e missaggio e poi, tra pochissimo (la data prevista è il 27 maggio), sarà in vendita il nuovo disco, pieno di collaborazioni importanti e di ottimo ‘zumpa-zumpa’, terzine su tempi pari, voci e parole graffianti come sempre.

Erriquez
Erriquez

Mentre monto il loro video, spesso mi viene l’ispirazione e scrivo anch’io una canzone. In questi giorni mi sento contagiato, ‘bandabardottizzato’. Chissenefrega della perfezione metrica, anch’io schiaffo nel ritmo quello che devo dire. Lascio le melodie patinate alle nuove generazioni di cantanti, ma ai cantautori consiglio di ascoltare le bande di paese e la Bandabardò: le prime per capire che il metronomo non è tutto, la seconda per capire che la competizione e il divismo non servono. Per formare un grande gruppo che duri nel tempo bisogna mettersi gli uni al servizio degli altri, come fa Carlo al mixer ad ogni concerto da vent’anni, ed è giustamente considerato un membro del gruppo. Le star e gli acuti mozzafiato lasciamoli a The Voice of Italy.

Francesco Manfredi
www.youtube.com/fungosound

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PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 05/2014, p. 14