Un altro giorno è andato

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(Marino Vignali) – Negli anni settanta la chitarra godeva di un grande favore popolare a tutti i livelli. Gli appassionati di rock/blues seguivano con attenzione l’evoluzione artistica dei vari Eric Clapton, Jimmy Page e Ritchie Blackmore mentre molti chitarristi acustici erano affascinati da Crosby, Stills & Nash e sbalorditi da Marcel Dadi.

Anche a livello popolare la sei corde era amatissima grazie, in particolare, a Lucio Battisti ed alla folta schiera di cantautori capitanata da Francesco Guccini.

Erano i tempi delle serate passate a suonare e cantare in spiaggia o intorno ad un falò, magari senza badare alla tecnica ma, certamente, sorretti da tanto entusiasmo.

Quando ancora il termine Internet non aveva alcun significato, i chitarristi per soddisfare la propria voglia di sapere si affidavano alla carta stampata che, in quel periodo, presentava come rivista di riferimento il settimanale “Ciao 2001”, contraddistinto da una schiera di prestigiosi collaboratori come Enzo Caffarelli, Maurizio Baiata, Dario Salvatori, Manuel Insolera, Pino Guzman e Fiorella Gentile.

Sulle sue pagine si potevano trovare soprattutto interviste e resoconti dei concerti ma, per quel che mi riguarda, il motivo per il quale non ne perdevo un numero era la rubrica “Chitarra” di Andrea Carpi, l’unica in grado di offrire trascrizioni in tablatura di brani famosi.

Certo, anche altrove era possibile trovare i testi delle canzoni di moda con i relativi accordi ma su Ciao 2001 la proposta era di ben altro livello, grazie a trascrizioni accurate, completate dalla diteggiatura. Ricordo, al proposito, di aver studiato a lungo la “Blackbird” dei Beatles cercando di seguire scrupolosamente le precise istruzioni di Andrea circa l’utilizzo di pollice, indice e medio e di aver passato giorni interi alla ricerca della giusta fluidità nell’esecuzione degli arpeggi di accompagnamento delle composizioni di Guccini e De Gregori. Una fatica ampiamente ricompensata, quando li riproponevo, dagli sguardi smarriti e ammirati di chi si limitava a strimpellare quei brani, magari utilizzando gli allora tanto ricercati lunghi e plasticosi plettri della Meazzi.

Diversi anni fa, nel riordinare la mia libreria, ho trovato una pagina appartenente al numero di Ciao 2001 pubblicato l’otto febbraio del 1976; pagina che conteneva la trascrizione di “Un altro giorno è andato” di Francesco Guccini.

Al momento di separarla dalla rivista per conservarla, ovviamente, non avrei mai potuto immaginare di poter un giorno conoscere il titolare della rubrica e, addirittura, di instaurare con lui un rapporto di amicizia.

E’ per questo che il casuale ritrovamento di quello spartito mi ha suggerito l’idea di farlo autografare alla prima occasione utile.

Gran parte del merito di quanto è successo dopo lo si deve proprio ad Andrea Carpi che, sottolineando il fatto che si trattasse della trascrizione della chitarra di Deborah Kooperman incisa sull’album “L’isola non trovata”, mi ha invogliato ad invitare la bravissima chitarrista di origini americane ad una Convention dell’A.D.G.P.A..

L’incontro è avvenuto nel 2009 e, ovviamente, in quell’occasione ho chiesto anche a Deborah di autografarmi lo spartito.

Per un ulteriore insieme di coincidenze, qualche tempo dopo il cerchio si è chiuso con la firma di Francesco Guccini, apposta proprio sopra l’ultima, suggestiva, frase della canzone.

Quella pagina è stata poi incorniciata e conservata per anni come un bene prezioso.

Non a caso, quindi, il giorno del mio sessantesimo compleanno ho deciso di eseguire quel brano davanti ad un centinaio di amici e, inevitabilmente, mentre tutti cantavano “e il tempo andato non ritroverai” ho pensato a quante coincidenze e sorprese piacevoli ci riserva la vita.

Se l’otto febbraio 1976, tornando a casa con la rivista sottobraccio, “qualcuno avesse previsto tutto questo” (la citazione Gucciniana è d’obbligo) non ci avrei mai creduto.

Eppure la vita insegna che non bisogna mai smettere di guardare con ottimismo al futuro. Mai ! Neppure in un momento così difficile per tutti. Alla faccia del Coronavirus !

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