10 anni di Un Paese a Sei Corde

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Brioschi & Biraghi

a cura de La Finestra sul Lago
In attesa di annunciare il programma della prossima edizione, l’undicesima, di Un Paese a Sei Corde, pubblichiamo volentieri alcune riflessioni sui primi dieci anni di vita della rassegna, da parte di Lidia Robba e Domenico Brioschi, anime dell’associazione culturale La Finestra sul Lago, organizzatrice della manifestazione, di Davide Sgorlon, curatore della sezione “Volare in Alto”, di Francesco Biraghi, curatore della sezione “Chitarra Femminile Singolare”, e di Dario Fornara, direttore artistico e curatore della sezione “Liutai sul Lago”.

Lidia Robba e Domenico Brioschi

Lidia Robba
Lidia Robba

È difficile sintetizzare dieci anni della vita della nostra associazione in poche righe. Meglio magari sorvolare su certi momenti per noi più ‘ansiogeni’ – avremo vinto il bando? Quando arriverà quel contributo? L’artista ha sbagliato strada, è in ritardo! – e concentrare l’attenzione sui dati che più ci inorgogliscono.
Prima di tutto ci piace sottolineare che nel 2015 abbiamo archiviato la X edizione di Un Paese a Sei Corde: mica facile, per una “rassegna di musica contemporanea per chitarra acustica” come la nostra, raggiungere un traguardo di questo genere! Il nostro successo ha quasi il profumo di un miracolo. La rassegna, a livello qualitativo, è andata perfino al di là delle nostre aspettative. In dieci anni abbiamo ospitato o prodotto 188 concerti, si sono esibiti più di 300 artisti di alto o altissimo profilo, tra loro tanti giovani italiani che hanno trovato nella nostra rassegna un trampolino di lancio.

E a proposito di italiani, l’edizione 2015 l’abbiamo voluta tutta nel segno del tricolore. Ci siamo permessi una scommessa quanto meno azzardata, considerato che in genere nelle rassegne musicali il pubblico tende a favorire artisti provenienti dall’estero. Ma la scommessa di creare un ‘Padiglione Italia’ della chitarra acustica e classica è stata vincente. La nostra scelta ha pagato sia in termini di qualità della rassegna che di apprezzamento del pubblico, e dimostrato che proporre buona musica – talora non di facile ascolto – paga.
Perché la chitarra è uno strumento meravigliosamente versatile e affascinante. In questi anni siamo riusciti a dimostrare anche che in Italia esiste un movimento chitarristico e di ricerca musicale che nulla ha da invidiare a nazioni con tradizioni molto più consolidate. E che i giovani connazionali se la giocano alla pari con i migliori.
Infatti l’affluenza di pubblico negli anni è senza dubbio aumentata, e l’interesse intorno alla rassegna nettamente cresciuto. Quello della chitarra acustica non è un mondo sul quale i media più ‘popolari’ si spendano particolarmente. I chitarristi acustici in Italia rarissimamente vengono invitati alle trasmissioni televisive. Anche alcuni giovani chitarristi italiani, presenti nel nostro cartellone, i cui video su YouTube contano parecchi milioni di visioni da tutto il mondo, sono ignorati dal panorama mediatico nazional popolare. Unica eccezione Luca Stricagnoli, che ha suonato con noi nel 2015 ed è stato presente al Dopo Festival di Sanremo. E il pubblico dei giovani è molto sensibile alla visibilità mediatica.

Vi è inoltre una disabitudine in genere ad apprezzare la musica dal vivo, ma nonostante tutto la nostra base di pubblico si è consolidata e allargata, grazie anche alla politica dei prezzi che siamo riusciti ad applicare in virtù del sostegno delle fondazioni bancarie – partecipiamo ai bandi di Compagnia San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Novarese, Fondazione Banca Popolare di Novara – e dei Comuni, che è stato determinante.
Legare il tema dei concerti a uno strumento versatile come la chitarra acustica consente di spaziare tra i generi musicali, offrendo un cartellone estremamente vario che può interessare un pubblico ampio, nonostante si tratti di musica ‘di nicchia’.

Brioschi & Biraghi
Brioschi & Biraghi

L’articolazione in sezioni ha consentito di indirizzare il pubblico e fargli comprendere meglio il tipo di offerta:

– la sezione “Liutai sul Lago” è cresciuta molto in termini di presenze ed è risultata particolarmente gradita al pubblico. Si tratta di incontri con i maestri artigiani, che raccontano le loro produzioni e mostrano alcune delle loro creazioni, a volte ‘suonate’ sul posto da artisti che presenziano proprio per poter provare questi strumenti;
– la sezione “Chitarra Femminile Singolare” ospita concerti al femminile curati da Francesco Biraghi, docente di chitarra al Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Milano, ben conosciuto anche al Conservatorio ‘Guido Cantelli’ di Novara dove ha insegnato per molti anni. E, nel 2015, anche qui abbiamo voluto privilegiare le nuove energie che si affacciano alla difficile scena del concertismo;
– la sezione VIA (“Volare in Alto) curata da Davide Sgorlon.

Nel 2015 si sono svolte anche due intere giornate monografiche dedicate alle liuterie Ramirez di Madrid e Chatelier Frères di Nizza. Si è trattato di veri e propri raduni di fan delle due importanti marche, che si sono anche esibiti estemporaneamente.
Nel settembre 2015 abbiamo inoltre organizzato, in collaborazione con la nota azienda svizzera, lo Schertler Day nella prestigiosa location di Villa Nigra a Miasino. La giornata si è conclusa con il concerto di Beppe Gambetta, che nel pomeriggio ha tenuto un workshop, e potrebbe diventare un appuntamento di livello internazionale all’interno della rassegna.

Il pubblico ci segue di tappa in tappa – sì, perché la nostra è una rassegna nomade – tra il Novarese, il Cusio e il Verbano, in strani luoghi (abbiamo organizzato un concerto perfino in una concessionaria d’auto e in una azienda vitivinicola!), in ben noti centri turistici molto frequentati, o in piccoli paesi o addirittura in frazioni sperdute. Ciò permette ai turisti in vacanza nel distretto dei laghi piemontesi di scoprire zone o paesi di grande fascino, altrimenti fuori dai circuiti culturali più frequentati. I risultati sono stati positivi: la risposta del pubblico in piccoli centri dove non era mai arrivata la rassegna, la fidelizzazione di gruppi che l’hanno seguita per più settimane, lo stupore, misurabile, di fronte alle esibizioni di musicisti giovani o pressoché sconosciuti ma di altissimo livello. Risultati che derivano da scelte organizzative e artistiche che non hanno mai ceduto a facili compromessi.

Crediamo che le chiavi del successo della rassegna siano essenzialmente tre:
– la passione per la buona musica, quella per chitarra in special modo;
– l’amore per questi luoghi, che vogliamo riempire di suoni bellissimi;
– l’atmosfera rilassata che si riesce a creare e mantenere anche nei momenti più difficili, grazie ai collaboratori – più amici che collaboratori – e al pubblico.

Ogni anno, quando costruiamo il cartellone insieme ai nostri amici Davide Sgorlon da Torino, Dario Fornara da Borgomanero e Francesco Biraghi da Milano, ci poniamo sempre molte domande. Meglio il concerto di un o una giovane chitarrista che sbalordisca per talento, tecnica, musicalità e passione, o quello di un affermato maestro che sciorina il suo repertorio? Un concerto nel quale il pubblico possa scoprire e conoscere nuove forme musicali, un approccio diverso allo strumento, o quello nel quale gustare esecuzioni di altissima qualità di brani già conosciuti? Quale può essere il palcoscenico più ‘giusto’ per ogni artista? È più importante la tecnica o la musicalità per creare la magia? Più importanti i riconoscimenti acquisiti o la qualità intrinseca della musica?
Una sera di quest’ultima edizione 2015 si sono esibiti sullo stesso palco tre Premi Tenco e un vincitore di Sanremo. Ma pochi nel pubblico lo sapevano o se ne sono accorti… erano affascinati e attenti ad ascoltare la musica. E a godersela.

Davide Sgorlon

Davide Sgorlon
Davide Sgorlon

Quando mi è stata offerta la bella opportunità di curare la sezione VIA, ovvero “Volare in Alto”, della rassegna chitarristica Un Paese a Sei Corde, mi è subito stata chiara la direzione che avrei scelto, tra l’altro in perfetta sintonia con gli organizzatori. È assodato ormai che la chitarra acustica sta riscuotendo un grande interesse tra le giovani leve, e non solo, e che il livello tecnico medio ha raggiunto risultati notevoli: basta frequentare qualche festival per rendersene immediatamente conto. Per questo motivo ritengo sia maturo il tempo di guardare oltre, più ‘in alto’ per l’appunto, e di valorizzare quelle giovani promesse che si distinguono per ricerca stilistica, composizione ed originalità. Nel 2015, ad esempio, la scelta è ricaduta facilmente su quattro giovani artisti italiani, molto diversi gli uni dagli altri, ma con in comune proprio quelle caratteristiche e con idee differenti, ma ugualmente valide. E, in questo periodo storico, è proprio di idee nuove che si ha urgente bisogno!

Francesco Biraghi
Dal 2008 collaboro con piacere ed entusiasmo con Un Paese a Sei Corde per l’angolo classico della rassegna: con piacere, perché i miei interlocutori Lidia e Domenico sono persone a me carissime e davvero speciali; con entusiasmo, perché – a dispetto dell’età – quando mi occupo di chitarra, mia grande passione oltre che professione, mi tornano le energie dei vent’anni.

“Chitarra Femminile Singolare” è l’angolo della chitarra classica in seno alla rassegna, ed è nato quasi per gioco, rilevando come nel mondo concertistico della chitarra accademica siano quasi sempre i chitarristi maschi a tenere banco, mentre c’è un esercito di ragazze e donne chitarriste che suonano divinamente e che hanno oggettivamente meno occasioni per esibirsi e affermarsi. Insomma, un modo per popolare di ‘quote rosa’ anche il mondo della chitarra…
In questi anni si sono alternate, nei concerti ospitati in luoghi magnifici del Verbano-Cusio-Ossola, chitarriste giovani o meno giovani spesso dotate di grande talento, sempre dotate di grande energia e a volte portatrici di un messaggio artistico inedito e sorprendente. Io stesso, seppure coinvolto a livello tecnico nella presentazione e organizzazione del concerto, sono stato spesso travolto dalla formidabile statura artistica delle ragazze, che ci hanno deliziato con proposte originali, portate a compimento con una disciplina e una professionalità esemplari. “Chitarra Femminile Singolare” è stata anche l’occasione per far debuttare davanti a un pubblico attento e generoso alcune giovanissime chitarriste alle quali auguriamo una fulgida carriera.
Il filone è praticamente inesauribile e nuove giovani promesse si affiancano ogni anno alle più affermate professioniste: lunga vita dunque a “Chitarra Femminile Singolare”!

Dario Fornara
Ho iniziato questa mia collaborazione con Lidia e Domenico circa otto anni fa, e oggi la mia associazione Fingerstyle Life continua questo percorso che si è consolidato in una reciproca stima e amicizia. Un Paese a Sei Corde è una rassegna che mantiene tuttora lo spirito di discrezione e familiarità che contraddistingue tutti gli eventi organizzati da La Finestra sul Lago.
Attualmente mi occupo principalmente di portare consulenza artistica nelle scelte condivise, curando anche i rapporti con aziende che operano in ambito musicale e che supportano in vari modi la nostra manifestazione. Nel mio piccolo ho sempre cercato di dare voce a coloro che, vivendo nell’oscurità di un genere di nicchia, spesso faticano a trovare spazi per presentare la propria musica. Questo festival propone infatti, da sempre, nomi di spicco del panorama musicale internazionale insieme a nomi di musicisti emergenti, o semplicemente meno conosciuti.
Parlando della rassegna sottolineo come, nel corso degli anni, abbia rafforzato sempre di più il proprio stretto legame con il vasto territorio che la ospita, coinvolgendo attivamente luoghi, persone, enti e associazioni nella realizzazione del proprio progetto: un atteggiamento verso l’arte e la cultura che si discosta chiaramente dallo stereotipo dell’evento musicale fine a sé stesso, che solitamente si muove in contesti assai più limitati. La proposta artistica di assoluto valore ha reso questa manifestazione un punto di riferimento internazionale nell’ambito della chitarra, ma la volontà di renderla ancora più ricca ed interessante è sempre un nostro obiettivo.

Durante le ultime edizioni ci siamo inventati “Liutai sul Lago”, una serie di incontri e concerti attraverso i quali il pubblico di appassionati può avvicinarsi al mondo della liuteria. Abbiamo inoltre organizzato giornate dedicate a importanti aziende che operano nell’ambito della chitarra, come la spagnola Ramirez, probabilmente il più famoso costruttore di chitarre classiche al mondo, e la svizzera Schertler, azienda leader che costruisce sistemi di amplificazione per strumenti acustici, con la quale abbiamo instaurato rapporti di collaborazione che speriamo ci diano una ancora maggiore visibilità all’estero, permettendoci magari di ospitare altri importanti artisti internazionali. Quest’anno abbiamo anche organizzato il primo Chatelier Day: chitarristi italiani, francesi e svizzeri si sono ritrovati a Cressa per un open mic pomeridiano e un concerto serale, che li hanno visti protagonisti proprio insieme ai liutai francesi Chatelier, costruttori di straordinarie chitarre acustiche.
Parlando di progetti futuri, penso che l’impegno comune sarà sempre indirizzato a condividere la nostra passione per la musica, e in particolare per la chitarra, attraverso quanto ci sarà possibile fare, anche considerando il momento non particolarmente felice per il nostro paese, che spesso relega la gestione della ‘cultura’ a un fatto di puro volontariato.

 

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