Andrea Valeri – Race around the World

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Valeri_Race-around-the-World_coverAccostarsi ad Andrea Valeri corrisponde a parlare della ‘meglio gioventù’ del chitarrismo italiano. È veramente bello pensare che ci siano dei ragazzi così giovani e validi a continuare una tradizione di lirismo, cuore, capacità tecniche che il chitarrismo italiano ha sempre portato avanti.
Andrea nasce il 27 febbraio 1991 a Pontedera in provincia di Pisa e sin da piccolo mostra un marcato interesse per il mondo della musica, tanto che all’età di 10 anni inizia gli studi di chitarra classica; il grande interesse comunque nasce nel 2005 quando approda al repertorio fingerpicking: da allora si dedica completamente al perfezionamento da autodidatta delle tecniche (thumbstyle, fingerstyle, fingerpicking, flatpicking…) che oggi lo hanno reso uno dei più giovani fingerpicker italiani. Grazie al suo talento, Andrea ha partecipato a molti dei più importanti eventi acustici europei e, alla sua età, può già contare l’incisione di tre album: The Secret of Silence” (2007), The Trip (2008) e Maybe (2010). Con questi dischi Andrea si è fatto strada nell’universo della chitarra acustica proponendo al suo pubblico sempre più vasto un repertorio di brani che spazia da composizioni proprie a riarrangiamenti di celebri canzoni, comprendendo anche duetti con i più importanti nomi del Fingerpicking: da Don Ross a Thomas Leeb, da Michael Fix ai Doc Sound Acoustic Trio, da Goran Kuzminac ed Eric Lugosch a Mickey Murphy, senza dimenticare Eric Spitzer-Marlyn e molti altri ancora. Bisogna proprio dire che questo disco è veramente bello: non solo, ma sorprendentemente maturo e valido, capace di alternare momenti intimistici come il toccante brano di apertura che si avvale della magica arpguitar di John Doan, gli evocativi “La lettera” (con la genialità di Francois Sciortino) e “La mia Toscana” (in duetto con il grande Michael Fix), a situazioni più ritmate e coinvolgenti dove entra in campo un gruppo con basso, batteria, violino e flauto… e qui inizia la festa e viene voglia di muoversi, battere il tempo, ballare! Poi c’è “Last Stop in Dubai”, un brano che se non lo sai pensi che sia di Tommy Emmanuel, nel quale probabilmente il nostro Andrea pare dire: «Hey, ma senti quanto veloce sono?» Bravo Andrea, sapevamo già che eri tecnicamente un enfant prodige, ma qui ci fai capire quanto tu sia maturato sia dal punto di vista compositivo che negli arrangiamenti.
A presto!

Alberto Grollo

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 10/2014, p.12

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