Musicisti in trincea (18) – Moduli sonori virtuali… divertimento reale!

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Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari chitarristi acustici e multimediali, come state? Avete ripreso a studiare la scala superlocria e a chiedervi per quale motivo si usi sull’accordo di dominante? Io ho impiegato dieci anni per capirne il mistero e forse un giorno ve lo dirò…
Intanto vorrei concludere il discorso sulla magia dei suoni che si possono creare su un semplice iPad, un sistema autosufficiente che mi ha ridato il gusto di suonare e produrre musica dopo anni in cui ho amato e odiato il computer fisso. Ormai la qualità sonora è la stessa ma la facilità d’uso e il costo sono imparagonabili. Ammetto, c’è ancora gente che mi chiede lezioni private di Cubase e riluttante accetto, ma il mio primo consiglio è: passa ad iOs e non dovrai più impazzire con driver, canali, tracce, tastiere, microfoni, cavi, ventole, antivirus…

Ormai tutta la preproduzione si può fare con le cuffie del telefono sul treno. Certo ci vuole sempre tempo e pazienza, ma vi assicuro che se prenotate un viaggio abbastanza lungo sulla transiberiana, quando tornate il vostro album sarà già pronto. Volete registrare la chitarra acustica in vacanza? Semplice, con 50 euro prendete iRig Acoustic e avrete un suono dieci volte migliore del vostro piezo al ponte. Volete masterizzare le vostre tracce senza andare in un costoso studio di mastering? Semplice, con una app come Final Touch avrete tutti i processori che servono. Volete suoni professionali di pianoforti, organo, clavinet, batterie elettroniche e bass synth?
Semplice, esistono i moduli sonori per iOs, che costano dieci volte meno di quelli per PC e cento volte meno di quelli hardware.
Ovviamente non dico che basta una app per diventare grandi musicisti, fonici e ingegneri di mastering, ma per autoprodurre le vostre idee le app sono perfette. E vado ora ad elencare i tre migliori moduli sonori per rapporto qualità/prezzo e completezza. Di ogni app esiste anche la versione gratuita, con meno suoni ma piena funzionalità.

Primo classificato: Korg Gadget
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Immaginate di avere una collezione di synth, batterie elettroniche, arpeggiatori e di poter produrre atmosfere vintage e futuristiche senza uscire dalla app. Nessuna necessità di collegarla ad un sequencer, perché nasce già con tanto di sequencer e automazioni, è facilissima da usare e stabile. I suoni sono incredibili e a volte si trova in promozione a 19 euro. Vale comunque il prezzo pieno. Su YouTube ci sono tutorial per ogni singolo strumento. Cominciate con la versione gratuita e appassionatevi alla musica elettronica come mai prima d’ora!

Secondo classificato: Sampletank 2
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Quello che mi piace di questa nuova versione è la modalità live: si possono usare diversi strumenti su diversi canali MIDI e fare uno split della tastiera (è necessaria però una tastiera MIDI esterna). Per esempio sul canale MIDI 1 posso mettere il basso e suonarlo con la mano sinistra fino al Do centrale, e sullo stesso canale posso suonare un’arpa con la mano destra dal Do centrale in su. Intanto sul canale 2 mando un loop di batteria e sul 3 una progressione di accordi col piano elettrico. Molto divertente.

Terzo classificato: Korg Module
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In realtà, come qualità dei suoni, dovrebbe essere la prima classificata. La metto in coda solo perché non ha sequencer né altre cose sfiziose: fa una sola cosa ma la fa alla grande. I migliori suoni in assoluto.

Ecco dunque che siamo pronti per partire per la Russia con le nostre scorte di suoni meravigliosi. È vero che il nostro strumento resta la chitarra, ma volete mettere la praticità di uno zainetto che contiene una tastierina a due ottave e un intero studio di registrazione?

Buon viaggio!

Francesco Manfredi

E voi che suoni usate oltre alla chitarra? Siete d’accordo con me nello sperimentare nuove app e suoni, o vi bastano le sei corde della chitarra? Fatemi sapere nei commenti oppure su questi link:

www.francescomanfredi.net
facebook.com/groups/acoustictellers

 

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