È online “Chitarra Acustica” n. 04/2015

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È online il numero 04/2015 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Buon compleanno

CAaprile2015Chitarra Acustica è nata nel mese di aprile 2011. Con questo numero di aprile 2015 cade quindi il nostro quarto anniversario, e la ‘nostra rivista’ entra nel suo quinto anno di vita terrena. Per festeggiarci in buona compagnia, data la nostra ancor giovane età, abbiamo pensato di ospitare due nuove nascite, frutto di due incontri interessanti: la chitarra archtop Borghino Suprema ‘Franco Cerri’ Signature, costruita dal nostro giovane liutaio per il padre del chitarrismo jazz italiano; e il nuovo album Dov’è andata la musica di Dodi Battaglia con Tommy Emmanuel.
Mirko Borghino non è nuovo a questi exploit: già nel luglio 2011 si era guadagnato la copertina di Chitarra Acustica con un altro suo gioiello, la Mirko Borghino Shakti, una replica particolarmente impreziosita della chitarra che John McLaughlin utilizzò per il progetto Shakti. La sfida di oggi è stata invece quella di affiancare la Suprema alla bellissima Gibson L-5 del 1977, che dal 1980 accompagna Cerri e rappresenta parte integrante della sua immagine.
Per me che sono un ammiratore, ma non un vero appassionato di chitarra jazz, Franco Cerri rappresenta comunque un imprescindibile punto di riferimento del mio immaginario di adolescente, in particolare per la sua conduzione insieme a Mario Gangi del ciclo di trasmissioni televisive del 1965 intitolato Chitarra, amore mio; un ciclo di trasmissioni che offrivano della chitarra un’immagine molto aperta e trasversale, che avrebbe segnato me e molti della mia generazione in maniera indelebile e indirizzato molti aspetti del mio futuro lavoro. Così come il Corso di chitarra a dispense della Fratelli Fabbri, scritto ancora insieme a Mario Gangi, costituì un esempio pionieristico di didattica crossover della chitarra.
Nei racconti riportati nell’intervista che pubblichiamo, colpisce soprattutto il continuo richiamo di Cerri a una sua dimensione di autodidatta, di giovane impegnato a costruire il proprio bagaglio chitarristico in un contesto caratterizzato da mancanza di informazioni, che nel suo caso era dovuta anche all’ostracismo del regime fascista nei confronti della musica ‘straniera’. Ma anche a prescindere da simili condizionamenti politici, in questa immagine non potranno non riconoscersi molti giovani delle generazioni seguenti, quando sono entrati a contatto con le nuove musiche del rock’n’roll, del folk revival anglosassone e del beat inglese. Oggi noi stiamo vivendo forse un tipo di ‘rivoluzione’ culturale completamente differente: una sovrabbondanza di informazioni che per certi versi sembra portare con sé una non informazione, costringendoci a cercare nuove forme di adattamento e di rinnovamento. Ma questo è un altro discorso.
Dodi Battaglia, che ama definirsi con ironia ‘il miglior chitarrista dei Pooh’, del gruppo cioè che maggiormente incarna il pop-rock melodico di marca italiana, è riuscito a conquistarsi la stima e l’amicizia di Tommy Emmanuel, richiamando anche la dimensione di sessionman e di chitarrista elettrico che ha caratterizzato i primi passi del grande chitarrista australiano. Noi avremmo sicuramente preferito che il disco scaturito dal loro incontro fosse più acustico, mentre invece è un disco molto arrangiato, con la chitarra acustica che fa da filo conduttore, sì, ma spesso in sottofondo. Però non ci formalizzeremo: per il momento possiamo godere comunque della loro unione, in attesa di vederli insieme dal vivo intorno al mese di luglio dalle nostre parti.

Andrea Carpi

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