È online “Chitarra Acustica” n. 02/2016

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È online il numero 02/2016 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Tra nuove tecniche e giro di Do

CA_02.2016Se siete degli amanti delle cosiddette ‘nuove tecniche’ della chitarra contemporanea, in questo numero troverete un po’ di pane per i vostri denti.
Innanzitutto c’è Jon Gomm, che nella foto di copertina fa capolino, con lo sguardo un po’ pensoso, tra la sua vecchia Lowden O12C profondamente consumata dall’impiego spregiudicato, e la sua nuova Lowden Signature, costruita sulla base dello stesso modello ma con l’introduzione di alcune innovazioni che l’uso gli ha suggerito nel tempo, come l’interessante hybrid top. Jon è un pallino di Mario Giovannini, ma non solo di Mario. È un chitarrista eccezionale, ma non solo: oltre a essere un virtuoso sorprendente, è anche un autore e interprete sensibile di canzoni profonde, che ripercorrono quella gloriosa strada che va da Joni Mitchell a David Crosby e Michael Hedges.
Jon ci ha anche offerto la trascrizione di “What’s Left for You”, una canzone dal suo nuovo album Live in the Acoustic Asylum: si tratta di un banco di prova non indifferente, certamente non destinato a chi è alle prime armi. Per chi di voi non è alle prime armi o giù di lì, c’è comunque la seconda puntata della nuova rubrica “Contemporary Fingerpicking Guitar”, che ripropone e chiarifica alcuni elementi base degli stili percussivi.
Un altro esponente di rilievo del nuovo chitarrismo acustico contemporaneo è Sergio Altamura, che percorre però una direzione alquanto diversa: per lui la chitarra acustica è solo un punto di partenza che, attraverso l’uso di uno strumento ‘preparato’ e l’ausilio dell’elettronica, si muove con grande sensibilità melodica verso la costruzione di ‘sculture sonore’ di grande spessore e suggestione.
Restando nel campo della tecnica chitarristica, ma in un’ottica più tradizionale, in questo numero troverete un paio di utili riferimenti alla riarmonizzazione, cioè al trattamento dei giri armonici attraverso le sostituzioni e le alterazioni degli accordi. Il primo spunto è la pubblicazione, in ricordo di Pino Daniele a quasi un anno dalla sua scomparsa, del cofanetto Tracce di libertà, che contiene i suoi primi tre album con le versioni alternative dei brani, le prime stesure, i provini e alcuni inediti. Da una traccia di Nero a metà, “Alleria”, nascono così le considerazioni di Stefano Barbati sul confronto tra il provino voce e chitarra di Pino e la versione definitiva del brano, dove il giro di accordi base viene variato e arricchito con il concorso del pianoforte.
Dal canto suo Paolo Mari, nella rubrica “Chitarra brasiliana”, analizza una fondamentale sequenza di accordi, cioè la progressione I vi ii V, che in tonalità di Do corrisponde a DO Lam Rem SOL, in pratica il ‘giro di Do’ che tutti conoscono. Questo giro di accordi viene sottoposto a una serie di variazioni ed estensioni, applicate alle tecniche e ai ritmi della chitarra brasiliana.
Buon divertimento, quindi, con le nuove tecniche e il tradizionalissimo giro di Do!

Andrea Carpi

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