È online “Chitarra Acustica” n. 10/2015

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È online il numero 10/2015 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

Il volo del gabbiano

CA_10.2015Dopo la scomparsa di Rodolfo Maltese, avvenuta il 3 ottobre al compimento di una lunga malattia, che non gli ha impedito di continuare a suonare con passione finché ha potuto, è comparso sulla sua pagina facebook questo toccante messaggio: «Sono ritornato gabbiano. Per stare con tutti voi. Grazie a tutti. La morte non è niente, grazie al vostro affetto vivo per sempre.»
Un messaggio disarmante, che riflette molto bene a mio avviso lo spirito di Rodolfo, uno degli uomini più miti e gentili che io abbia mai avuto la fortuna di incontrare. E la citazione del gabbiano – che rinvia naturalmente all’album del Rodolfo Maltese Group, Il gabbiano Jonathan del 1987, e alla sua composizione “Il volo del gabbiano” con quel bell’arpeggio circolare – mi fa tornare in mente anche il suo bellissimo arrangiamento di “Birdland” di Joe Zawinul, che fu l’occasione per un incontro in cui ebbi modo di conoscerlo più a fondo. Si trattava di un complesso arrangiamento fingerstyle in tonalità di Mi, che lui mi mostrò intorno al 1985 e che insieme trascrivemmo per la rivista Guitar Club.

Rodolfo Maltese ad Acoustic Franciacorta 2010 (foto Elio Berardelli)
Rodolfo Maltese ad Acoustic Franciacorta 2010 (foto Elio Berardelli)
Quell’arrangiamento fu anche una delle vie attraverso cui maturò l’incontro di Rodolfo con Giovanni Pelosi, che ha realizzato a sua volta il brillante arrangiamento di “Birdland” che tutti conosciamo, ovviamente in dropped D. Grazie anche a questo incontro, negli ultimi tempi abbiamo potuto vedere molto spesso Rodolfo esibirsi nei vari festival di chitarra acustica in giro per l’Italia, in duo con Giovanni o con Massimo Alviti.
E in tutti questi anni è stato commovente vedere come Rodolfo, accanto al suo glorioso percorso con il Banco, fosse attento a mantenere sempre vivo il suo interesse per la musica nelle sue varie espressioni, dal suo amore per il jazz e la fusion alla passione per i Beatles, dal fado alla world music con il gruppo Indaco, fino al suo crescente impegno nel fingerpicking: sempre curioso, sempre disponibile, sempre con la voglia e l’entusiasmo di imparare nuove cose. Fino alla fine.

Rodolfo Maltese ha rappresentato una lezione per tutti noi, che cercheremo di ricordarlo nel prossimo numero nel modo più adeguato.

Andrea Carpi

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