Da Napoli a Parigi

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(di Reno Brandoni) – Di questo inizio anno ricorderemo due eventi: la scomparsa di Pino Daniele e la strage di Parigi.

PinoDaniele_foto-di-Giovanni-Canitano_459webPino Daniele lo celebriamo su queste pagine, raccontandone la storia e l’arte, manifestando apprezzamenti o disappunti, senza nessuna restrizione. Siamo un giornale libero e, come tale, godiamo di libertà di espressione. Pertanto, qualunque giudizio o commento ha diritto di essere manifestato.
Eppure, nonostante questo, non troverete nessuna parola ‘sgradevole’ nei confronti di Pino. Ma credete possibile che la carriera di un uomo sia stata sempre perfetta e senza nessuna occasione sbagliata, senza nessun intoppo? Un album ‘minore’ meriterebbe una ridicolarizzazione del personaggio? Certo che no. A lui, come a ogni essere umano, va il nostro rispetto. La libertà personale, innanzitutto, deve rispettare la libertà altrui; solo allora sarà vera libertà e non solo arroganza e presunzione. Allora meglio parlare delle belle cose che ci ha lasciato, della sua forza e della sua infinita continua voglia di fare musica, rispettando così lui e i suoi fan.

Sono però sicuro che, se anche seguissimo una linea contraria, nessuno reagirebbe in modo violento ed eccessivo. Forse riceveremmo qualche insulto, ma alla fine sarebbero solo parole su parole.

È vero anche, però, che una violenza non può cancellare la causa della stessa. Va sicuramente condannata ed emarginata, ma non usata per coprire l’origine e la natura del fatto.
Ora, il buon Pino, sicuramente mai si sarebbe immaginato di essere ‘utilizzato’ in un simile contesto. Ma la musica fa miracoli e, tra le note, spesso nasconde maggiore dignità e rispetto di mille parole cólte, scritte per stupire e scandalizzare, in nome di una libertà che è spesso solo esibizionismo di eccessi, stravaganza e inutile impertinenza.

Mi hanno sempre insegnato che c’è un modo e una misura: non fumo al cinema, per rispettare gli altri; non tengo la TV a volume alto, per non disturbare il vicino; e quando guido mi fermo sulle strisce per far passare chi sta attraversando la strada, fregandomene del mio diritto di fare ciò che mi pare, cercando di adoperare civiltà ed educazione a discapito della mia libertà.

Ora dovrei parlarvi anche del secondo evento, la strage di Parigi…

Buon fingerpicking.

Reno Brandoni

PUBBLICATO

 

 

 


Chitarra Acustica, 02/2015, p. 5

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