Fabrizio Sotti Trio – Forty

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Incipit Records/Egea Music
sotti-forty-coverTrasferitosi a New York nel 1991, quando lasciò l’Italia ad appena sedici anni, Fabrizio Sotti ha avuto una vasta gamma di esperienze musicali acquisita durante la produzione di brani di successo con artisti come Dead Prez, Ghostface Killah, Q-Tip, Tupac e Whitney Houston, così come due collaborazioni – Another Country del 2012 e Glamoured del 2003 – con la diva del jazz Cassandra Wilson. In parallelo, ha costruito una solida carriera come chitarrista in ambito jazz, documentata da tre registrazioni: This World Upside Down del 1999, con tre grandi del jazz come Randy Brecker, John Patitucci e Al Foster; Through My Eyes del 2003 in chitarra solo; e Inner Dance del 2010, con l’organista Sam Barsh, il batterista Victor Jones e il percussionista Mino Cinelu.

Nel 2014 ha pubblicato A Few Possibilities – suo quarto appuntamento discografico – caratterizzato da un originale incrocio di generi e dalla partecipazione, tra gli altri, di Shaggy, Melanie Fiona, Ice-T, Claudia Acuna, M1 di Dead Prez e altri.
Nel giugno del 2016 – e siamo giunti ai giorni nostri –Sotti presenta Forty, il suo quinto album come leader. Utilizzando come pennello la nuova chitarra D’Angelico EX-SS Fabrizio Sotti Signature, dipinge un quadro sonoro che lo conferma chitarrista d’esperienza e interprete dal suono rotondo ed espressivo. Forty segna per lui un cambiamento di rotta sia nella sua vita personale che nel suo percorso di ricerca musicale: «Artisticamente quando invecchi» dice Sotti «capisci quanto hai ancora da scoprire, quanto ancora puoi scavare a fondo in te stesso per migliorare il tuo stile e capire cosa vuoi veramente dire». In questo percorso di ricerca si sono uniti il bassista bulgaro Peter Slavov e il batterista di origini cubane Francisco Mela: il primo, musicista completo con un forte senso melodico e una solida formazione classica; il secondo, percussionista dal forte approccio creativo.

Dei dieci brani che compongono l’album, tutti portano la firma di Sotti eccetto “How Insensitive” di Antonio Carlos Jobim. Si va da “Dangerous Walk”, un tema vivace, non convenzionale, a “Beginning Now”, brano dai toni pensosi suonato con un’acustica; da “So Far, So Close”, dalla melodia espressiva realizzata in duo con il contrabbasso di Slavov, a “Thalia” – la giovane figlia – brano scritto pensando a Jim Hall, fino a “The Bridge”, una canzone d’amore in salsa bluesy, col cuore rivolto al Ponte dei Sospiri di Venezia.
Un disco che testimonia la crescita personale di Fabrizio Sotti grazie alla chitarra e alla musica jazz.

Gabriele Longo

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