Fiuggi Guitar Festival – La rassegna classica che suona anche acustica, flamenca, elettrica

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(di Reno Brandoni) – Anche quest’anno si è tenuto il Fiuggi Guitar Festival, che giunto alla sua nona edizione rappresenta ormai un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di chitarra. Il lavoro del direttore artistico Roberto Fabbri negli anni ha prodotto infatti i suoi frutti: la sua didattica e la sua produzione discografica e concertistica richiamano decine di giovani, che vedono in questo evento un momento di aggregazione e di studio, di confronto e di verifica. Ho parlato genericamente di chitarra e non solo di chitarra classica, poiché da qualche anno Fiuggi suona anche ‘acustica’ e ‘flamenca’. E nonostante la sua esperienza sia essenzialmente ‘classica’, Roberto ha saputo circondarsi di validi collaboratori, che gli anno permesso di aprirsi a tutti gli stili chitarristici realizzando master class e seminari, e soprattutto un concorso ‘Città di Fiuggi’ con partecipanti di elevata preparazione e indiscussa capacità artistica.

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Mikkel Egelund-Nielsen – vincitore del concorso Città d Fiuggi 2015

Ho scritto più volte di questa città della musica e di come, in quei giorni, sia emozionante vedere tanti chitarristi, sin dalle prime ore del mattino, prepararsi alle loro attività musicali con esercizi e prove di brani. Questo fa sì che Fiuggi si riempia di note che diventano colonna sonora per tutta la giornata. Lo sforzo quotidiano degli studenti viene poi ricompensato da serate di esibizioni e concerti, che quest’anno si sono tenuti in uno scenario indimenticabile, su un palco installato nel giardino all’interno della Fonte Bonifacio VIII.

Sono sempre curioso di ‘spiare’ la reazione degli spettatori a delle performance così diverse dal punto di vista stilistico. E, dopo tanta musica classica, è sempre una gradita sorpresa vedere il pubblico applaudire alle esibizioni di Gabor Lesko, Gavino Loche, Daniele Bazzani, Stefano Nosei & Andrea Maddalone, per restare al tema acustico, ma anche alla chitarra flamenca di Juan Lorenzo e a quella elettrica di Sergio Caputo.

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Sergio Caputo
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Stefano Nosei e Andrea Maddalone

Non è facile educare un pubblico a della musica così complessa ed eterogenea, ma senza dubbio la platea di Fiuggi ha appreso la lezione e con molta curiosità e interesse segue ogni esibizione, certa della qualità artistica proposta da Roberto Fabbri. Nove anni non sono pochi e l’esperienza maturata emerge ogni anno sempre più distinta e concreta, grazie anche all’intervento di Francesca Ricci, che coordina ogni cosa con discrezione ed estrema professionalità.

Ho lasciato appositamente per ultime le performance classiche, tutte certamente di grande livello come si addice a un festival di questa portata, perché non sono un esperto di questo genere musicale, anche se ne compendo tocco e interpretazione. E, credetemi, a certi livelli questi due elementi fanno una grande differenza nelle esibizioni. È la ragione per cui potresti essere ‘distratto’ dalla notorietà del brano, o particolarmente attento nella sua nuova ‘rappresentazione’: ecco, a Fiuggi non ci si distrae mai.

L’esposizione pomeridiana consente agli studenti di provare strumenti di liuteria di grande pregio, mettendo a confronto mani e scuole diverse. L’entusiasmo e la curiosità dei ragazzi rianima un mercato che spesso si pensa si stia spegnendo. Il lavoro fantastico di Felicia Toscano, che cura da anni l’ensemble di chitarre dei giovani allievi del festival, è la prova del crescente interesse: i piccoli di qualche anno fa (ricorderete le foto su Chitarra Acustica di settembre 2013) sono cresciuti, sfidano il pubblico con più sicurezza e determinazione, e non guardano al passato ma al loro futuro. Così è giusto che sia.

Allora aspettiamo con interesse la prossima decima edizione, certi che l’anniversario sarà ben celebrato.
Buon lavoro Roberto!

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