Musicisti in Trincea (20) – Il Fungometodo

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Ovvero il Metodo musicale più breve al mondo
Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari musicisti guerrieri come state? Le gialle foglie risplendono nel sole d’autunno, mentre scrivo e aspetto la prossima battaglia qui al fronte. Per ammazzare il tempo, o almeno per ferirlo, oggi ho deciso di fare il maestro di musica e inventare il metodo musicale più corto della storia: una sola pagina per studiare il vostro strumento!

Che ve ne pare? Abbastanza ambizioso no? Ci sono ben altri musicisti e maestri che scrivono sulle pagine di Chitarra Acustica, ma al mio ego non c’è fine, quindi guardate come vi insegno a suonare qualsiasi strumento in sole cinque mosse.
Prima di lasciarvi allo studio, vi dico però come è nato questo condensato sbalorditivo di saggezza infinita. Innanzitutto ero stufo dei metodi della concorrenza, scritti dai soliti geni della musica, metodi così belli e completi che li lasciavo tutti a metà e mi sentivo frustrato e incompleto, io come essere umano. Allora ho deciso di creare un metodo ‘incompleto’ per definizione. Quali sono i vantaggi?

  1. Non ci si sente frustrati se si rimane alle prime pagine, visto che è composto da due pagine!
  2. Sviluppa la nostra responsabilità nel creare nuovi esercizi e nel trasporli in quante tonalità si voglia. Il mio consiglio è di iniziare con 3 o 4 tonalità, e passare all’esercizio successivo per non annoiarsi.
  3. Non è noioso ma musicale e divertente. Infatti non è necessario studiare tutti i gradi della scala per prender confidenza col proprio strumento. Meglio creare piccole frasi musicali, facili anche da cantare, con note lunghe o pause alla fine di ogni frase. Gli esercizi saranno così più musicali e adatti anche a strumenti a fiato e cantanti, non solo a chitarristi e pianisti. Starà poi ad ognuno espandere il metodo a tutti i modi e a tutte le scale che servono. Il sistema è quindi potenzialmente infinito e adatto a ogni livello.
  4. Il metodo è semplice, graduale, musicale, memorizzabile e autorinforzante, cioè ogni esercizio facilita il successivo e, se si traspongono gli esempi seguendo il circolo delle quinte discendenti, l’apprendimento di ogni tonalità sempifica la successiva.

Un’ultima precisazione: ho preferito le scale dominanti a quelle maggiori, perché conducono musicalmente alla tonalità successiva nel circolo delle quinte. E poi cosa è la scala dominante se non la scala maggiore partendo dal quinto grado? Le diteggiature saranno dunque le stesse della scala maggiore, solo spostate di una quinta.
Ho preferito scale di 7 note, anziché 8 come si fa di solito, perché così avremo anche nel discendere le note dell’accordo sul battere e non in levare, come insegnano i jazzisti e in particolare Barry Harris, i cui corsi sono stati per me illuminanti.

Detto ciò che ne pensate? Sono abbastanza megalomane?

Francesco Manfredi

Fatemi sapere nei commenti oppure su questi link:
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound
facebook.com/groups/acoustictellers

Ed ecco il link completo degli esercizi in pdf e in midi:
https://www.dropbox.com/s/te59f5fhvui90r4/Scale%20dominanti%20e%20progressioni%20varie%20%281%29.pdf?dl=0
https://www.dropbox.com/s/iwobfdaipjyg70e/Scale%20dominanti%20e%20progressioni%20varie.mid?dl=0

 

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