Val Bonetti, Cristiano Da Ros – Tales

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Tales_coverA quattro anni di distanza dall’ispirato disco di esordio (Waits, Baraban Records), torna sulle scene uno dei più convincenti chitarristi del panorama fingerstyle italiano. Questa volta lo strumentista milanese decide di condividere la fatica discografica con il contrabbassista Cristiano Da Ros, che non solo lo accompagna in tutte le tracce, ma dà al progetto anche il suo contributo in fase compositiva firmando due brani (“Afa” e “L’Odore dei soldi”) e cofirmandone un terzo (“Flower of Life”). L’opener “Yogurt, Garlic and Cucumbers” rende subito la cifra stilistica dell’intero lavoro. Il pezzo è una sorta di ragtime dal fumoso sapore jazz anni ’30, nel quale il discorso polifonico di Val Bonetti è sostenuto in modo incisivo dal contrabbasso di Da Ros, le cui linee iniziano a muoversi nella seconda metà del brano, dando la possibilità al chitarrista di abbandonare per un attimo i contrappunti ‘bassi-melodia’ della sei corde e concentrarsi esclusivamente su un solo dal suggestivo vocabolario jazz-blues. Tales è un disco che esalta questo: l’interplaying e il dialogo tra i due musicisti, i quali hanno scelto di registrare gli strumenti quasi come se fosse un bootleg in studio (parti incise direttamente su due tracce, un microfono a testa, tutte prese dirette) proprio per preservare l’idea di performance live alla base del disco. Scambio di soli quindi anche in “Old Saxophone Blues”, un blues piuttosto di maniera che si contrappone all’originalità della traccia successiva. In “Afa” infatti le sonorità cambiano e la chitarra resofonica conferisce al brano un sapore etereo, caratterizzato da melodie che si muovono in territori armonici orientaleggianti. Si continua a sperimentare con i suoni anche in “Flower of Life”: qui è uno ‘straccio’ (che presumibilmente sfiora le corde all’altezza del ponte) a elaborare la timbrica della chitarra in modo tale da farla sembrare un sitar. Non potevano mancare le corde in nylon, ed eccole protagoniste in “Barefoot Diva”, un omaggio alle atmosfere mediterranee care al Luiz Bonfá di “Manhã de Carnaval”. Molto convincenti anche “L’Odore dei soldi” (il pezzo più jazzistico) e la sognante “Small Boat”, che vede l’axeman allo slide. Tales è in conclusione un lavoro musicalmente eterogeneo, che dimostra come le qualità di un fingerstyler come Val Bonetti (che si potrebbe pensare obbligato a suonare repertori esclusivamente di chitarra sola) possano esaltarsi se accompagnate da un altro strumentista ben ‘orchestrato’.

Matteo Roccia

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 11/2014, p.9

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