Marco Piccione Custom

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(di Dario Fornara) – Marco Piccione abita a Vigevano, è un appassionato di liuteria, un amico che conosco da molto tempo e che, malgrado pratichi nella vita tutt’altra attività (Marco tiene particolarmente a sottolineare che non è un liutaio professionista), ha maturato negli anni una notevole esperienza. Allievo del maestro Raspagni, spinto da un’inarrestabile curiosità e voglia di sperimentare, negli anni ha realizzato decine di strumenti, chitarre classiche, acustiche, bouzouki, mandolini, violini ed altri ancora. Oggetto della prova una chitarra che ben rappresenta questa sua passione, una chitarra acustica che definirei ‘crossover’ e che, contrariamente a quanto accade di solito, prende a prestito alcune caratteristiche tipiche della chitarra classica per trasferirle su una steel! Quest’idea un po’ bizzarra, unitamente ad altre soluzioni originali, fanno di questo strumento qualcosa di unico e decisamente interessante.

La chitarra è stata realizzata con la modesta collaborazione del sottoscritto, per cui ci troviamo di fronte a uno strumento costruito sulle ‘mie’ misure, tra le quali il diapason corto stile Gibson di 628 mm, la larghezza del capotasto di 47 mm, l’interasse tra le corde esterne al ponte di 59 mm. La cassa, di disegno originale, ha misure simili a quelle dello shape Martin ‘00’, rispetto al quale presenta delle linee più rotonde e uno spessore leggermente inferiore.

Il materiale utilizzato per la tavola è uno stagionatissimo abete Tirolo, mentre per fondo, fasce e manico è stato utilizzato del massello di acero figurato. La cassa è contornata da un classico herringbone a spina di pesce, che dona all’insieme un piacevole aspetto vintage, esaltato da una sottilissima verniciatura nitro che lascia percettibili al tatto le venature della tavola.

Il ponte in ebano di disegno originale, oltre ad essere incollato, è avvitato dall’interno con due piccolissime viti ‘a prigioniero’. Avvitato è anche il manico, con due grosse viti che affondano in altrettanti inserti metallici inseriti nel tacco, rendendo il tutto estremamente solido e di facile smontaggio, nel caso ciò si rendesse necessario per eventuali sostituzioni o semplici interventi di manutenzione.

L’interno della cassa nasconde le caratteristiche più interessanti, in particolare l’incatenatura che è un ibrido tra il classico X-bracing utilizzato per le chitarre acustiche e la raggiera tipica delle classiche. La raggiera sulle basse garantisce una risonanza straordinaria, proprio delle basse frequenze, e un’apertura timbrica inaspettata per una taglia così piccola; il bracing più tradizionale sui cantini ne mantiene corpo e definizione: un connubio che complessivamente rende la timbrica di questa chitarra estremamente morbida e definita, mediosa, ma con un generoso riverbero naturale a vantaggio del sustain generale e della ricchezza timbrica.

Anche il fondo ha una caratteristica unica in quanto, oltre ai classici rinforzi trasversali, al centro dello stesso è presente una ‘X’ formata da due ulteriori catene ‘scallopabili’ per consentire un’eventuale correzione timbrica. Allo scopo la chitarra – prima della verniciatura! – è stata assemblata in modo provvisorio, suonata e quindi ottimizzata a livello timbrico, lavorando e alleggerendo opportunamente sia queste catene che quelle del piano armonico. Successivamente è stata smontata e rifinita, preparata quindi per l’assemblaggio e la verniciatura finale.

Il manico è decisamente largo e sottile, 20 mm ai primi tasti, che aumentano leggermente e in modo progressivo fino al XII tasto. Le corde corrono all’interno della tastiera mantenendo un certo margine di sicurezza, che impedisce loro di fuoriuscire fastidiosamente – come spesso accade – in modo per chi scrive insopportabile. La tastiera in ebano è contornata da un binding in palissandro, che contiene le estremità dei tastini; questi sono dei medium jumbo, molto alti e che andrebbero meglio arrotondati sul punto di contatto della corda, per evitare dei fastidiosi buzz quando si spinge al limite lo strumento.

La paletta monta delle meccaniche Grover aperte di tipo butterbean. Frontalmente è rivestita in ebano, mentre sul retro spicca un pregevole rinforzo a ‘diamantino’ di forma originale, eseguito con maestria. Nut e selletta del ponte sono in osso naturale.

La chitarra è estremamente piccola e confortevole, perfettamente bilanciata e comodissima da imbracciare. Il manico e la tastiera hanno misure ideali per chi, come me, ha un’impostazione piuttosto classica e bisogno di spazio; anche le dita della mano destra si muovono agevolmente grazie all’interasse maggiorato tra le corde: misure e caratteristiche alle quali ci si abitua velocemente, come mi hanno confermato le persone che hanno potuto provare questa chitarra.

Il suono, come già detto, è aperto e ricco di bassi: un suono OM con maggiore apertura e riverbero, con la presenza solida dei medi a patto di saper sollecitare lo strumento a dovere; perché l’acero non è sicuramente un legno per tutti, è spietato ed esalta come nessun altro il modo, lo stile, i pregi e i difetti del musicista che sta suonando.

Una chitarra perfetta per il fingerstyle, una chitarra però diversa, una ‘crossover’ per chi è alla ricerca di una risposta timbrica e di un feeling differenti da quanto si è abituati a considerare standard. Se siete interessati a una prova e se siete nei paraggi, la chitarra resterà qui con me, per un po’.

Dario Fornara

dariofornara1@alice.it

www.dariofornara.it

Scheda tecnica

Marco Piccione Custom

Tipo: chitarra acustica

Modello: disegno originale stile ‘00’

Info: Marco Piccione, Vigevano

Tavola armonica: abete italiano massello, custom scalloped bracing ibrido nylon/steel

Fondo e fasce: acero marezzato massello, custom scalloped X-bracing

Tastiera: ebano

Scala: 628 mm

Manico: acero

Profilo: low C

Capotasto: 47 mm

Ponte: ebano

Meccaniche: open gear vintage

Finitura corpo: nitrocellulosa

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