È online “Chitarra Acustica” n. 12/2016

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È online il numero 12/2016 di Chitarra Acustica, di cui potete leggere l’editoriale di presentazione e che potete sfogliare, scaricare o richiedere nella sua versione cartacea su chitarra-acustica.net o nei migliori negozi di strumenti musicali.

È solo un altro premio
ca_12-2016
Guardo l’agenda: ore 8, esami del sangue, digiuno e con la provetta che tengo nascosta nella giacca, di corsa in ambulatorio. Pomeriggio piscina con le bambine, poi appuntamento dal dentista. Ore 19, devo scegliere, cinema e pizza con Sarah o cerimonia del Nobel a Stoccolma. Ho già i biglietti per il cinema e quella sala ha i migliori popcorn della città. Il film l’ho scelto io e mi dispiace dare buca a Sarah. Ho deciso, vado al cinema…

Vabbe’, il premio è una cosa importante, lo capisco, ma il Nobel premia una carriera, una vita, una scoperta, non l’uomo. E se da una parte c’è il riconoscimento per l’arte, il premio dovrebbe concludersi con la sua assegnazione. La cerimonia di consegna è solo business, apparenza, esibizione. Denaro speso per stringere mani, scattare fotografie, poter dire ‘io c’ero’, piangere di commozione e tornare a casa nel silenzio di un giorno che vale come gli altri. È la vetrina degli ambiziosi, di quelli che hanno lavorato duro per salire su quel palco, per mostrare la loro faccia e raccogliere il premio del loro sacrificio e del loro talento. E’ una giostra di luci colorate e cavalli dorati. Devi salirci per raccogliere il premio, è un ottovolante rumoroso che offre al vincitore un altro giro.

Dylan si merita il premio? «Sì se va a ritirarlo, no se preferisce fare altro». Non capisco il nesso e il senso. Il premio è suo comunque ed è normale che uno come lui non accetti l’esibizione per il solo piacere di mostrarsi o manifestare riconoscenza a chi l’ha premiato. Dylan è un universo, un mondo a sé che non ha pari. Coerente e pragmatico, distaccato e indifferente. Mai un eccesso o una parola di troppo. Il suo privato è stato cercato tra i rifiuti dell’immondizia, perché non ha dato mai spazio alla vanità o alla propria celebrazione. Quindi, perché stupirsi?
Torniamo ai meriti. Molti hanno protestato manifestando insofferenza per la scelta: «Dylan è un cantautore, non merita il premio per la letteratura!» Queste affermazioni sono frutto dell’invidia e dell’ignoranza. La forza del cantautore è proprio nei suoi testi, nel suo modo di raccontare una generazione: non riconoscergli questi meriti, solo perché le sue parole sono cantate, è una visione ‘misera’ dell’arte.

Qualcosa sta cambiando e i tempi sono maturi per guardare il mondo senza pregiudizi, senza farsi troppe domande, avendo il coraggio di affrontare la rinuncia delle frontiere del consueto. Bisogna scendere dai gradini del ‘sapere’ e accettare la condivisione del diverso. Ogni novità è opportunità, coraggio e voglia di cambiamento.

Buon fingerpicking!

Reno Brandoni

 

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