Rodrigo y Gabriela – Due chitarre acustiche, molto volume, molta energia

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(di Andrea Carpi e Gabriele Longo) – Dopo quattro anni dalla loro ultima apparizione nel nostro paese, e a due anni dall’uscita del loro celebrato ultimo disco 9 Dead Alive, Rodrigo y Gabriela, il virtuosistico duo di origine messicana trapiantato in Irlanda, che ha preso le mosse dalle cover dei Metallica e dei Led Zeppelin per sviluppare un sanguigno rock acustico ricco di riferimenti latini, jazzistici e di varia origine, ha fatto tappa in Italia per un unico scoppiettante concerto al Circolo Magnolia di Milano. Ne abbiamo approfittato, malgrado il poco tempo a disposizione, per strappare a Rodrigo questa breve ma proficua intervista.

Rodrigo-y-Gabriela_foto-David-Moulin

Tu e Gabriela, siete un duo di chitarristi acustici e il vostro affiatamento è uno dei punti di forza del vostro sodalizio artistico. Quali sono stati i vostri ascolti musicali giovanili e gli autori più interessanti per la vostra crescita?
Master of Puppets dei Metallica ci ha aperto un nuovo mondo, il mondo del thrash metal. E attraverso i Metallica abbiamo poi scoperto Pantera, Testament, Sepultura, Megadeth e Anthrax, per citarne solo alcuni. Prima dei Metallica, amavamo Black Sabbath, Pink Floyd, Led Zeppelin e Rush.

Quali esperienze giovanili avete avuto in campo musicale e come vi siete incontrati?
Quando eravamo teenager suonavamo in un gruppo di thrash metal che si chiamava Tierra Acida, io, mio fratello e Gabriela.

Come mai avete scelto di lasciare il Messico e di andare a vivere in Irlanda?
È stata una decisione dettata dall’esigenza di non cadere nella consuetudine, di uscire dal nostro guscio protettivo. Non sapevamo nulla dell’Irlanda, un amico ci aveva detto che era un buon posto per i musicisti, ma non sapevamo niente di più. Faceva molto freddo quando siamo arrivati, e abbiamo anche cercato di trasferisci in Danimarca, perché pensavamo che potesse fare più caldo.

In particolare, quali chitarristi classici e non, rock, folk, jazz, avete avuto come riferimento?
Cambiavano sempre. Io amo Carlos Santana, il Trio Joubran, un trio di suonatori di oud che suonano musica tradizionale palestinese, e poi John McLaughlin, Jaco Pastorius, i Pink Floyd, i Metallica. Una musica con passione, fuoco e anima.

In particolare nel vostro ultimo disco 9 Dead Alive del 2014, così come in 11:11 del 2009, troviamo un ventaglio di influenze e di riferimenti stilistici molto ampio. Ci puoi parlare di questi riferimenti?
Penso che siamo in una posizione privilegiata. Abbiamo un pubblico ‘globale’, che potrebbe averci scoperto grazie alla televisione o alle colonne di film come Pirati dei Caraibi o Il gatto con gli stivali, e che potrebbe non conoscere le nostre influenze musicali, o le figure storiche che secondo noi hanno dato un contributo importante all’umanità. E penso che se qualcuno è sollecitato per esempio ad ascoltare Astor Piazzolla, cui abbiamo dedicato “Hora zero” in 11:11, o a cercare di saperne di più su Harriet Tubman e la sua incredibile vita, cui abbiamo dedicato “Misty Moses” in 9 Dead Alive, allora questo non può che essere una buona cosa.

Ci puoi parlare delle vostre chitarre? Sono sempre classiche con le corde di nylon, o utilizzate anche chitarre acustiche con corde di metallo?
Sono sempre chitarre con corde di nylon, modelli custom realizzati per noi dalla Yamaha. Abbiamo con la Yamaha un ottimo rapporto e con loro abbiamo sviluppato, per ciascuno di noi due, un modello di chitarra che funziona benissimo.

Come vengono riprese le vostre chitarre nelle registrazioni in studio? E nei concerti? E che effetti usate?
Nei precedenti album abbiamo talvolta registrato ciascuna chitarra separatamente, ma in 9 Dead Alive abbiamo registrato tutto ‘dal vivo in studio’ con le due chitarre contemporaneamente, per cercare di catturare tutto il suono e l’energia della nostra performance. L’album è stato registrato senza nessun effetto per chitarra. Dal vivo a volte usiamo entrambi un pedale wah-wah, e a volte io uso un phaser in certi assoli.

Rodrigo-y-Gabriela_foto-Jim-Mimna

Ci puoi descrivere i vostri ruoli all’interno del duo? La chitarra ritmica e la chitarra solista sono anche intercambiabili tra di voi, o i vostri ruoli sono fissi?
Credo che ciascuno di noi abbia un suo stile ben definito. In linea di massima Gabriela si occupa maggiormente del ritmo, mentre io mi concentro di più sui riff. Lo stile ritmico di Gabriela è talmente unico, che solo lei può esprimerlo così. Nel complesso, però, non pensiamo separatamente a una parte ritmica e auna parte solistica. Cerchiamo di combinare il suono di due chitarre per creare un suono unico.

I vostri arrangiamenti partono da ambiti stilistici molto diversi, anche se spesso vengo associati al linguaggio del flamenco. Puoi approfondire questo aspetto
Certamente noi non suoniamo flamenco. Ammiriamo i grandi chitarristi che sono i maestri di questo stile, ma noi suoniamo una musica rock di fusione, mescolata con l’heavy metal, mescolata con il jazz e con influenze latine. È una musica ‘ispanica’, ma non è flamenco.

Che tipo di spettacolo e che repertorio state portando in giro attualmente? Suonate anche materiale nuovo?
Due chitarre acustiche, molto volume, molta energia. Non è un recital, è uno spettacolo rock. Ci piace che il pubblico partecipi cantando e battendo le mani, cerchiamo di coinvolgere i fan per gran parte della serata. E poi sicuramente suoneremo un po’ di materiale nuovo.

Che piani avete per il futuro? State pensando a un album nuovo?
Sì, stiamo lavorando a un nuovo disco proprio adesso. Al momento stiamo ancora scrivendo i pezzi e cercando di tirar fuori nuove idee. Per il nostro penultimo disco Area 52 avevamo lavorato con un’orchestra cubana di dodici elementi e registrato all’Avana. Con 9 Dead Alive invece siamo tornati al nostro duo, con le nostre sole due chitarre e nient’altro, nessun effetto o cose del genere. Ci piace cambiare sempre e non ripeterci. Nel disco nuovo penso che ci siano buone probabilità di lavorare con alcuni ospiti speciali, ma al momento tutto è possibile. Prevediamo che possa uscire l’anno prossimo.

Andrea Carpi
Gabriele Longo

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