Simone Agostini – Maka

0
183

Agostini_MakaEsce, a cinque anni di distanza dal fortunato esordio intitolato Green, il secondo disco del giovane Simone Agostini. Maka è un progetto che traspira reminiscenze etniche in ogni singola traccia, un viaggio attraverso quella madre terra citata nel titolo nella lingua del popolo Sioux. Ad accompagnare il chitarrista in questo percorso troviamo il cantautore Paolo Tocco, che ha curato l’intera produzione del lavoro. Maka è un’uscita prettamente chitarristica e le influenze di Agostini sono chiare ed esplicite: Michael Hedges su tutti (il nostro ha studiato con Paolo Giordano), le cui caratteristiche principali vengono arricchite nel modo di suonare da fortissime influenze mediterranee. E non a caso l’opener del CD s’intitola appunto “Mediterranea”, brano dal sapore greco (qui il musicista suona un bouzouki) nel quale spiccano le percussioni dell’ottimo Walter Caratelli. A ‘battere’ il groove in “Into the Wind” ci pensa invece il solo chitarrista con un bel mix di slapping harmonics, legature e slide che intrecciano melodie e taglienti riff dai registri bassi. Molto ritmata anche “Spring Dance”, i cui temi portanti sono sostenuti dal violino di Francesco ‘Fry’ Moneti, ospite anche nella già menzionata “Mediterranea”. Struggenti le atmosfere di “Time”, composizione che vede il lavoro armonico del chitarrista impreziosito dalla viola di Peppino Pezzulo. “Ina Maka” è un viscerale tributo ai nativi americani, nel quale la chitarra di Simone Agostini incontra le squillanti sonorità del flauto usato nella tradizione musicale degli indiani d’America. Un disco interessante sia dal punto di vista della scrittura che della ricerca stilistica, disponibile in tutti gli store digitali. Per ulteriori informazioni rimandiamo direttamente al sito dell’artista: www.simoneagostini.it.

Matteo Roccia

PUBBLICATO
Chitarra Acustica n.05/2015, p. 16

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui