Acoustic Guitar Village 2016 – Le masterclass di liuteria

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(di Giorgio Gregori) – Anche quest’anno abbiamo partecipato ai corsi di liuteria, esportati da Sarzana nell’ambito dell’Acoustic Guitar Village di Cremona Musica. All’ultimo momento, purtroppo, sono intervenuti dei problemi che non hanno permesso al raffinato liutaio Bill Collings di essere presente, per cui Alessio Ambrosi si è dovuto ingegnare a trovare validi sostituti per i corsi pomeridiani: Jean Larrivée – che non ha bisogno di presentazioni, le sue chitarre sono splendide e particolarmente adatte in registrazione (www.larrivee.com) – ha così affiancato il newyorkese Michael Gurian che nella sua carriera, oltre che alla costruzione, si è dedicato in un secondo momento alla produzione e vendita di accessori per la decorazione di strumenti (www.gurianinstruments.com); a questi si è aggiunto Roger Sadowsky, specializzato nella costruzione di bellissimi bassi, ma non solo (https://sadowsky.com). Gli incontri mattutini invece sono stati condotti dal liutaio romano Pierluigi Panfili, presidente dell’Accademia Romana di Liuteria, che ha proposto una lunga carrellata relativa alla storia della chitarra, dai Sumeri fino all’Ottocento, alcuni consigli tecnici e la sua particolare visione del mestiere di liutaio/artigiano.

I partecipanti al corso con Monterosso, Larrivée e Gurian
I partecipanti al corso con Monterosso, Larrivée e Gurian

Il cambio di programma ha un po’ penalizzato la parte pratica del workshop. Per due giorni infatti abbiamo assistito soprattutto a una interessante tavola rotonda a tre, condotta da Michael Gurian, nella quale Jean, Michael e Roger hanno messo a confronto le loro esperienze ed esposto i loro progetti futuri. Jean Larrivée qualche anno fa ci aveva deliziato con approfondite analisi sulle sue tecniche costruttive e i criteri relativi alla scelta dei legni. Stavolta invece abbiamo fatto un lungo factory tour virtuale nella sua fabbrica californiana. Tutto è stato tradotto con competenza dal liutaio Massimiliano Monterosso di Maxmonte Guitars (www.maxmonte.com).
Difficile sintetizzare quanto è stato detto in una decina di ore di discussione molto tecnica. Siamo di fronte a liutai che non disdegnano i progressi tecnologici, ma sottolineano l’importanza, per i futuri liutai, di saper usare bene gli attrezzi classici (pialle, scalpelli ecc.) prima di passare alle macchine, che a loro parere servono più che altro per evitare lavori faticosi e pericolosi; poi interviene l’artigiano. E ci tengono a dire che costruire chitarre è artigianato: il lato artistico viene dopo, l’importante è che la chitarra suoni bene.

catene-larrivee
Gurian in particolare ha evidenziato quali debbano essere le caratteristiche dello strumento ideale: semplicità ed eleganza, suonabilità e suono, possibilità di essere riparato facilmente. Si è parlato di colle, legni (il preferito da Jean Larrivée per la tavola armonica è l’abete austriaco), delle condizioni climatiche ideali per la costruzione e per la conservazione dello strumento. Gurian ad esempio lavora a New York a 35-40% di umidità e non meno di 17° di temperatura; Larrivée in California lascia per tre giorni i pezzi da montare in una stanza a 42-44% di umidità e 22° di temperatura. Queste sono per loro le condizioni ideali. Poi, se la chitarra viene venduta e usata in regioni particolarmente umide, possono iniziare a presentarsi dei problemi: si sa che l’umidità fa alzare l’action dello strumento e quindi si pone la necessità di un reset. La mancanza di umidità invece può creare gravi danni, specialmente col riscaldamento nei mesi invernali o se uno strumento viene per sbaglio lasciato in macchina al sole.

C’è stata una lunghissima discussione sui criteri per la costruzione della giuntura tra manico a cassa, con Gurian che ama l’innesto con due spine, non incollato, con solo un po’ di colla sotto la tastiera. Larrivée invece usa la coda di rondine. Con grande invidia dei presenti, alla domanda «Ma quanto ci mettete per regolare bene l’angolazione di un manico a coda di rondine?» Jean ha risposto: «Mio figlio, uno-due minuti»…

Non potendo incontrare Bill Collings, siamo comunque riusciti a provare le sue chitarre allo stand del gentilissimo distributore A Matter of Tone, nel silenzio prima dell’apertura al pubblico. Bellissima la parlor in koa, quasi 5000 euro…

Come sempre , l’appuntamento è all’anno prossimo!

Giorgio Gregori

 

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