Acoustic Tellers (20) – La lingua di Omero e la voce di Ciccio Nucera

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(di Francesco Manfredi) – Pur essendo calabrese da infinite generazioni, ignoravo l’esistenza di comunità che parlano ancora oggi una lingua simile al greco antico. Sapevo dell’albanese, ma non del greco. Tramandata di padre in figlio per secoli e osteggiata da Mussolini come segno di arretratezza e scarso senso patriottico, è una lingua oggi protetta dalla Comunità Europea e considerata dall’UNESCO a rischio di estinzione. Troverete su Wikipedia la mappa geografica e molte curiosità, mentre nel video di questo mese ho cercato di riassumere il suo ‘sound’ affascinante grazie al concerto di Ciccio Nucera con il suo gruppo all’Asino che Vola di Roma, nell’ambito della rassegna I Giovani del Folkstudio organizzata ogni due martedì da Francesco Pugliese e Luigi Grechi, già nostro ospite in una puntata di “Acoustic Tellers”.

Ciccio-NuceraUn’energia così forte è difficile da tradurre in un video o in un articolo, ma immaginate tamburelli, organetti, la chitarra battente di Enzo Ziparo, la lira calabrese, canti a tratti gitani e a tratti filastrocche da cantare insieme in calabrese o in greco, gente che balla ed io che cerco di non cadere con la mia telecamera e, per riprendere meglio, mi unisco alla danza! Poi ovviamente devo tagliare le parti più infervorate perché son venute mosse, ma vi farete comunque un’idea della follia di voler includere la musica popolare nella mia ricerca sulla musica d’autore.
Ma se l’autore più grande fosse proprio il popolo? Credo che il famoso ‘Anonimo’ che si trova su molte composizioni sia ormai uno dei miei autori preferiti, e di tutti quelli che hanno imparato a suonare la chitarra su “Giochi proibiti”.
E di proibito nel concerto c’erano tante allusioni che si capivano dal tono scherzoso anche nei testi in greco! In fondo il canto e la canzone sono nati per corteggiare una donna, diciamo la verità, quindi io che sono un cantautore malizioso, quando sento cantare «dammi lu cori» penso subito a qualcos’altro.
È vero, il canto è nato anche per la guerra e per i funerali, per il raccolto e per la preghiera, quindi non voglio banalizzare, anzi. In Ciccio Nucera e nel suo repertorio c’è questo e altro, c’è la saggezza e il divertimento di tremila anni di storia, che in Italia viene buttata via o chiusa in una nicchia per esploratori e archeologi. Tant’è vero che il greco di Calabria è stato riscoperto negli anni 1920 da un filologo tedesco, Gerhard Rohlfs, soprannominato appunto ‘l’archeologo delle parole’.

E allora, cari ‘acoustictellersiani’, invito anche voi a diventare archeologi delle parole e delle note, e a non dividere troppo i generi musicali: c’è tanto da imparare dalla canzone popolare, sia nei testi che a livello ritmico, come già De André e Capossela hanno dimostrato senza diventare cantanti prettamente folk.

Francesco Manfredi
facebook.com/groups/acoustictellers
twitter.com/fungosound

Guarda la puntata #20 di Acoustic Tellers su YouTube

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Lo835F7KE2Y[/youtube]

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