Acoustic Tellers (19) – Tre poeti dalla terra di Pasolini

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(di Francesco Manfredi) – Lino Straulino, Stefano Fedele e Loris Vescovo sono tre simpatici ‘ragazzoni’ del Nord-Est, tre friulani DOC che del friulano hanno fatto il loro marchio di fabbrica. Del resto anche Pasolini scriveva versi in friulano, una lingua con un suono dolce e piena di parole tronche, che così tanto farebbero comodo a noi cantautori ‘italiani’
Fedele_Straulino_Vescovo_foto-di-Francesco-LucarelliOvviamente anche loro cantano in italiano qualche brano ma amano unirlo ai suoni della loro terra, alle armonie popolari, ai canti perduti dei loro nonni e alle chitarre un po’ West Coast che tutti noi amiamo.
Funzionerà questa commistione? A voi il giudizio, ovvio, ma dal mio punto di vista funziona alla grande e, come vedrete nel video del concerto, il friulano a tratti sembra inglese, scorre fluido più del napoletano e del siciliano, che io amo molto. Una scoperta, una rivelazione.
Anche come persone i tre cantautori sono la simpatia in persona.
Lino, il più ‘vecchietto’, ha all’attivo decine di album e infiniti concerti, ama il blues e ha un’aria sorniona alla Vasco.
Stefano si aggira per il locale, L’Asino che Vola, con una maglietta con scritto Stevie Wonder, a cui si ispira nei vocalizzi e in alcune melodie delle sue canzoni più pop.
Loris, appena premiato con la Targa Tenco per il miglior album in dialetto, il CD Penisolâti, mi confessa di essere un dottore forestale e un ricercatore, oltre che un cantautore, e di amare entrambi i lavori.

Fedele_Straulino_Vescovo_foto-di-Francesco-Lucarell(2)iIl concerto è finito da poco, il pubblico è entusiasta e io pure, anche se avrei voluto che ci fosse il doppio della gente e che tutti potessero conoscere questo progetto originale e all’insegna dell’amicizia.
La collaborazione tra cantautori è una cosa bella e difficile: bisogna scrivere e arrangiare insieme, mettere da parte il proprio egocentrismo al servizio di un obiettivo comune. Insomma, se Bob Dylan dice che per lui è impossibile scrivere insieme ad altri, i tre ragazzoni ci sono pienamente riusciti. Il segreto è partire dallo spunto di uno e dare un contributo allo sviluppo del brano o dell’arrangiamento senza difendere troppo la propria creatura.
Bisogna imparare a uccidere i propri figli, diceva lo scrittore americano Arthur Quiller-Couch (doveva chiamarsi Killer-Couch e sarebbe stato il massimo). Non bisogna affezionarsi troppo ai propri versi, bisogna invece provare varie soluzioni, anche per mesi o anni come fa Leonard Cohen. Lui si sveglia alle cinque di mattina e va in miniera, così dice, una miniera di parole da scavare e melodie da picconare: solo così può nascere l’eccellenza e la poesia.
E di poesia i nostri tre ragazzoni friulani ne hanno da vendere! Seguiteli se potete e acquistate i loro CD se volete sostenerli.

Francesco Manfredi
Foto di Francesco Lucarelli

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=YvuOUeZL3kE[/youtube]

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Per l’ascolto: parallelamente alla loro discografia individuale, i tre musicisti hanno registrato in comune l’album Straulino Fedele Vescovo, Nota Suns, 2008.

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