martedì, 27 Settembre , 2022

Chitarra acustica – Seagull Entourage Rustic Concert Hall CW Q1T

(di Giancarlo Liberatore) – Introdotta in occasione del NAMM 2015, la chitarra di cui andremo a parlare rappresenta una delle novità nel catalogo Seagull di quest’anno ed è da poco (questa primavera) giunta in distribuzione in Europa. Presentata nel corso del proprio set dal chitarrista Dario Fornara sabato 30 maggio in occasione del XVIII Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, dopo averla ascoltata, ho seguito, come molti altri, l’invito alla prova e il giorno seguente ho raggiunto il primo piano dell’area espositiva Torre della bellissima Fortezza Firmafede, dove, approfittando di un momento di minor afflusso di visitatori allo stand Godin – Seagull, ho avuto modo di provare alcune chitarre Seagull tra cui questa in oggetto…

Seagull-tavola

Caratteristiche e prima impressione
Appena afferrata, la chitarra si distingue per un peso ‘adeguato’ e ben distribuito, risultando, così, uno strumento bilanciato tra paletta e corpo che si fa comodamente suonare sia da seduti che in piedi con la tracolla, che può comodamente essere fissata ai due reggicinghia posti uno nella classica posizione alla base del corpo (che funge, naturalmente, anche da entrata per il jack) e l’altro sul fianco della spalla superiore.
La nostra sei corde è un’acustica elettrificata a spalla mancante – come già avevamo intuito dalla sigla CW del nome – di tipo Venetian cutaway (cioè con spalla inferiore arrotondata), che ci garantisce un buon accesso ai registri alti dello strumento. La forma della chitarra è in linea con quanto ci aspetteremmo dal suo nome, Concert Hall, con un corpo le cui dimensioni appaiono più simili a una 000 che ad una OM, ma con uno spessore della cassa leggermente inferiore: molto probabilmente l’intenzione del costruttore è quella di avere un corpo un po’ meno profondo per ottenere una buona proiezione e una maggiore comodità nel suonare lo strumento, cosa che, alla luce della prova fatta, mi sento di confermare.
Il top è in cedro solido (Select Pressure Tested Solid Cedar) mentre fasce e fondo sono fatti con un laminato a tre strati di ciliegio selvatico canadese (Canadian Wild Cherry). Mi viene spiegato che Seagull, così come tutti i marchi del gruppo Godin, cura molto non solo la scelta di materiali di qualità ma anche le tecniche costruttive e l’assemblaggio. I top, infatti, sono accuratamente selezionati e sottoposti a pressure test per verificare rigidità e risposta in frequenze, vengono successivamente ritestati assieme a diversi manici per trovare l’accoppiata corpo-manico ottimale. Stessa meticolosità anche in fase di laminatura e incollaggio delle parti che formeranno fasce e fondo.
Il manico, satinato, scorrevole e con forma molto prossima a un soft C, è in Acero Silver Leaf, attraversato da un truss rod a doppia azione e assemblato tramite la tecnica costruttiva Integrated Set Neck, di cui potete trovare dettagliate informazioni sul sito delle chitarre Godin.
La tastiera è in palissandro, 21 tasti con segnatasti di tipo dot bianchi fino al XVII tasto. Il legno della tastiera dello strumento provato mi è sembrato discretamente compatto e poco poroso, così come il ponticello, anch’esso in palissandro. Il raggio della tastiera è di 16 pollici. La posatura e la lavorazione dei tasti sono di buon livello.
Lo strumento presenta una scala corta da 24,84” (631 mm). La larghezza al nut è di 1,72” (43.69 mm). Capotasto in Tusq by Graphtech, così come la selletta compensata. Le meccaniche, cromate, ratio 14:1, sono marchiate Seagull e da alcuni ‘giri di prova’ delle chiavette da me eseguiti per accordare la chitarra mi sono sembrate precise e ben funzionanti.
La colorazione dello strumento, chiamata Rustic Burst SG, con finitura semilucida (Semi-Gloss Custom Polished Finish), è davvero piacevole allo sguardo e al tatto, e lascia intravedere le piacevoli venature del legno, in particolare quelle del ciliegio usato per fasce e fondo.
Il corpo, inoltre, presenta top e fondo bordati da un piacevole binding color crema, finitura che viene poi ripresa a delimitare il top della paletta, che presenta la scritta Seagull e il noto logo rappresentato dal gabbiano in volo.
A proposito della paletta, nonostante la forma sia particolare e possa non conquistare tutti a un primo sguardo, devo dire che osservata ‘dal vivo’ risulta davvero piacevole e ben armonizzata con lo strumento. Ma al di là dei gusti personali, bisogna segnalare come la forma e l’inclinazione delle palette Seagull siano state create così principalmente per esigenze funzionali, permettendo la sua forma dritta una disposizione delle meccaniche – e, quindi, delle corde – tale da non far compiere alle corde piegature a raggio rispetto alla linea dritta delle stesse sulla tastiera, il che migliorerebbe intonazione e accordatura (specialmente per chi la cambia spesso).

seagull-paletta

Si occupa dell’elettronica di questa chitarra il sistema Godin EPM Quantum 1T. Questo sistema a sorgente singola – trasduttore piezoelettrico alla selletta – si fa prima di tutto notare per il suo look essenziale ed elegante, con la sua bella piastra in metallo fissata tramite due viti sulla fascia superiore più o meno all’altezza dell’inizio della tastiera. Presenta tre pomellini rotanti per il controllo di Volume, Bass e Treble mentre un quarto pulsante esclude il segnale per attivare l’accordatore digitale cromatico incorporato, che, grazie ai due display a Led di cui è dotato, risulta ben leggibile in ogni condizione di visibilità. Nonostante sia un pochino più lento di quanto ci si aspetterebbe nel captare la nota, risulta preciso e fa bene il suo lavoro. La casa dichiara 200 ore circa di durata della batteria. A proposito: del vano batteria, la pila non è alloggiata nello stesso chassis del preamp ma è stata posizionata pochi centimetri sopra l’entrata del jack; una scelta solo costruttiva o di praticità, forse, oppure accuratamente ponderata a livello sonoro: è noto, infatti, come applicare dei pesi (quali, appunto, quelli relativi ai componenti della parte elettronica) ad una chitarra acustica, in certi punti di tavole e fondi, possa alterare – e anche non di poco – la risposta dello strumento. Il controllo dei toni è volutamente semplificato: solo alti e bassi perché, come puntualizza il produttore, lo strumento viene già equalizzato in costruzione con legni e incatenature che diano allo strumento una sua gamma di escursione, una sua identità timbrica.

Guardando all’interno della buca e passando, quindi, lo sguardo oltre il disegno essenziale ma gradevole della rosetta, si può vedere la bella etichetta azzurra Seagull, Made in Quebec, dove orgogliosamente si ricorda che l’acustica che abbiamo tra le mani appartiene alla famiglia di chitarre Godin. Troverete le scritte riportate sia in lingua inglese che francese.

Prova acustica
Forma, costruzione e caratteristiche conferiscono a questo strumento due peculiarità percepite già ad inizio prova: una buona maneggevolezza e un suono equilibrato.
La scala corta verrà da molti apprezzata per quella percezione di maggiore morbidezza delle corde a parità di scalatura: le corde con cui la chitarra da me provata era equipaggiata erano delle .012, ma dopo alcuni passaggi e alcuni bending ero quasi convinto fossero delle .011.
La larghezza della tastiera – che, probabilmente, metterà a proprio agio sia chi preferisce tastiere più strette sia chi le preferisce più larghe – è risultata davvero molto comoda, soprattutto per eseguire certi passaggi in fingerstyle che arpeggi. Insomma, la sensazione ‘fisica’ è di buona maneggevolezza e suonabilità, dati anche da un buon settaggio dello strumento e una action adeguata.

In termini di suono, poi, la sensazione avuta è quella di uno strumento equilibrato tra le varie frequenze. Interessante il mix dei legni utilizzati, in particolare quelli della cassa. Accanto al più conosciuto cedro, con una tavola solitamente dal timbro ‘caldo’, vengono accoppiati fasce e fondo in ciliegio, un legno compatto, piuttosto duro, simile al mogano ma meno poroso, un legno che solitamente viene associato a sonorità piuttosto brillanti, con leggera enfatizzazione delle frequenze medio-alte. Ebbene, il risultato è apparso interessante e convincente: un buon volume sia suonando in fingerstyle che facendo dello strumming con un plettro di medio spessore; anche la dinamica è interessante e lo strumento sembra ben rispondere a diverse intensità di tocco da parte della mano destra, buono il sustain. Mi ha colpito molto l’attacco deciso e la reattività dello strumento, con quella giusta ‘botta’ e sensazione di suono un po’ compresso che risulterà molto utile specialmente per eseguire certe parti ritmiche. Il timbro è gradevole, con bassi, medi e alti che trovano agevolmente i loro spazi e armonici equilibrati e ben distribuiti sulla tastiera, i toni medio-alti risultano tuttavia più definiti rispetto ai bassi che sono appena un po’ più pastosi. Una nota importante a proposito della tastiera: le note escono bene su tutte le corde e su tutti i tasti, non ho percepito dead notes o zone un po’ più ‘spente’ della tastiera, con una percezione di strumento ben intonato.

Prova amplificata
Il preamplificatore Godin EPM Quantum 1 T mi ha fatto un’ottima impressione, si riceve un’ottima risposta sonora con controlli di volume e tono piacevolmente lineari, con un’elettronica sufficientemente ‘trasparente’, in grado di mantenere la dinamica della chitarra. Il timbro dello strumento, poi, non viene particolarmente alterato né con il più frequente utilizzo del volume al massimo, né da tagli di frequenze durante l’utilizzo con il volume a metà o non completamente al massimo. Pur mantenendo le caratteristiche timbriche e l’identità della chitarra suonata ‘al naturale’, amplificato lo strumento tende a esaltare leggermente i bassi, ma qui la ‘colpa’ è anche delle caratteristiche e dei settaggi dell’ottimo amplificatore a marchio Godin da me utilizzato durante la prova.
Personalmente ritengo che un cambio di corde con un set a noi caro possa enfatizzare certe sfumature a noi gradite, e questo sarebbe molto interessante da testare.
Unico difetto, ma si parla di poca cosa, è forse la non adeguata dimensione dei tre pomellini di EQ e volume, che, a impressione di chi scrive, risultano un po’ piccoli e, se usati di frequente, sarebbero stati un po’ più comodi da regolare se fossero stati leggermente più grandi.

seagull-elettronica

Questa chitarra esce molto bene anche dalla prova da elettrificata, è molto piacevole da suonare, con un bel timbro e mantenendo le sue notevoli caratteristiche in termini di suonabilità.

Conclusioni
Come altre chitarre Seagull che mi sono state fatte provare, anche la sei corde di cui si è scritto finora mi ha fatto un’ottima impressione.
È una chitarra bella da vedere, comoda da suonare, piacevole da ascoltare. È uno strumento piuttosto dinamico, che, a giudizio di chi vi scrive, si presta bene a diversi generi musicali e a diverse tecniche esecutive. Uno strumento di fascia media, ben costruito che potrà far felice sia lo studente che vuole investire subito in una buona chitarra, sia il musicista intermedio/avanzato che cerca uno strumento dinamico e affidabile.
In linea con la serie Entourage di cui fa parte, questa chitarra denota un ottimo rapporto qualità/prezzo. Materiali, finiture ed il progetto nel suo complesso sono buoni ed in linea con la fascia di prezzo a cui questo strumento appartiene. A proposito di prezzi, da una rapida ricerca realizzo che la nostra Seagull ha uno street price che si aggira tra i 700 e gli 800 euro. Putroppo sembra che la custodia (un ottimo TRIC case…) sia optional, tuttavia, considerato l’ottimo prezzo che questa chitarra ha, non mi sembra ci si possa lamentare.

Giancarlo Liberatore

Related Articles

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Stay Connected

21,988FansMi piace
3,502FollowerSegui
20,100IscrittiIscriviti

Ultimi Articoli