Eko Concept 2014 – 1: Chiacchierata introduttiva sulla Serie EVO

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(di Massimo Varini) – Prima di ricevere l’incarico ‘ufficiale’ di Project Leader dalla direzione Eko, stavo lavorando a uno sviluppo della serie MIA. Per questo la volevo chiamare MIA ‘Evo’, in senso di ‘Evoluzione’ di una serie preesistente. Quindi, dopo l’inizio del nuovo progetto, ho pensato alla sua ‘visione’ totale e MIA ed EVO sono diventate due serie ben distinte. La MIA è diventata una serie di fascia più alta, con un cambiamento sostanziale di look e materiali (e ne parleremo in uno dei prossimi numeri), mentre la EVO ha preso molte delle caratteristiche che aveva la serie MIA, ma con altrettante caratteristiche variate… spero in meglio!

I modelli D CW Eq, Mini e D della Serie EVO
I modelli D CW Eq, Mini e D della Serie EVO
Il solid top è in cedro, mentre fasce e fondo sono in mogano. Lo spessore della cassa è ‘ribassato’ rispetto alle chitarre normalmente in commercio (soprattutto rispetto alle chitarre di forma D). È 8,2 cm nella zona di attacco del manico e 12 cm nella zona più larga. Questa ‘pendenza’ è quella che mi è sembrata essere vincente nella prima serie MIA… sia dal punto di vista della ‘vestibilità’ (permettetemi il termine preso dall’abbigliamento) che del suono: veloce, pronto, ma al tempo stesso con un giusto equilibrio di bassi e volume.
La forma di ponte e paletta è nuova, e appartiene appunto al nuovo concept. Il ponte, così come la tastiera, è in palissandro; sulla paletta c’è uno strato di mogano di 3 mm.
Le meccaniche sono Eko branded in metallo, così come l’elettronica è Eko by Fishman (un Isys completo di EQ e accordatore, che permette di mettere in mute l’uscita jack quando si accorda e funziona anche senza il jack inserito).
La rosetta è inlaid in legno (mogano come fasce e fondo) e riprende quella che era stata in precedenza della MIA (che in questo nuovo catalogo vedremo cambiata profondamente). Il manico è in mogano, con uno shape a C.
La chitarra è particolarmente leggera, grazie ai diversi stadi di stagionatura ed essiccatura del legno. Oltretutto abbiamo scelto di non verniciarla ma lasciarla open pore (okay, è comunque una finitura, ma si sente il legno ‘vivo’): questo mi sembra lasci ancor più libera la chitarra di vibrare.
La chitarra arriva senza il battipenna montato, ma che è presente nella confezione, in stile tipicamente Eko.
Ho lasciato per ultimo un aspetto importantissimo, che ho curato attentamente: diapason e larghezza al nut.
Proprio all’inizio di questa mia ‘avventura’ parlavo con Reno Brandoni del fatto che le chitarre economiche quasi mai hanno delle larghezze al nut in stile Martin… bene, in questa serie ho voluto il nut, anziché di 43 mm, di 45 mm di larghezza: 2 mm che si fanno sentire sotto le dita.
Ho poi scelto di avere il diapason di 648 mm per la D e la D CW; 650 mm per la Gipsy; 630 mm per la 018 e 018 CW; 702 mm per la Baritona e una scala particolarmente corta per la Mini Guitar.

EVO è forse la serie che più ha stuzzicato le persone che hanno visitato lo stand Eko al NAMM e a Francoforte… e la cosa bella è che chiunque l’abbia provata se ne sia innamorato. I prezzi sono poi particolarmente abbordabili. Su YouTube si trovano già diversi video e demo, alcuni realizzati da miei allievi/tutor, e una divertente ‘jam con me stesso’ in cui si vedono e si possono ascoltare anche gli ukulele della serie EVO!

Massimo Varini

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 05/2014, p. 40