«I have a dream» Suoni e Voci dal Fiume

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di Giuseppe Tropeano – Siamo in un momento storico strano. Una stranezza che tende a virare verso la normalità. Non si capisce bene se ne siamo complici o vittime, magari entrambe le cose… Teste chinate sempre di più sui nostri bellissimi dispositivi elettronici, che ci regalano intrattenimento, risate, compagnia nei nostri momenti di solitudine (e non solo durante quelli, purtroppo…). Esiste però una categoria di persone, che paragonarle ai supereroi non sarebbe esagerato. Parlo degli organizzatori di eventi dedicati alla musica e alla cultura in generale: gente che dedica la propria vita a cercare di regalare momenti di bellezza, spensieratezza e – perché no – riflessione. Qualcuno di questi, un po’ più folle degli altri, prova addirittura a farlo aprendo le porte della propria casa. Ciò è quanto hanno deciso di fare Cristiano Gallian e la sua sempre sorridente moglie Teresa Wapeekang. E non avrebbero potuto avere idea migliore, ve lo garantisco. Alla realizzazione dell’idea si sono uniti, in seconda battuta, Marco Baxa, Sofia Tisato e Federica Santinello.

Arrivo a Bologna e vengo accolto da Marco e da un paio di occhioni sorridenti: Julienne, la sua bellissima e ‘curiosissima’ (giusto per usare un eufemismo) figlia. Con loro ci avviamo verso Badia Polesine, una ridente cittadina che si affaccia sull’argine del fiume Adige. Ovviamente non potevamo giungere a destinazione senza prima fare uno scherzo al buon Cristiano; abbiamo improvvisato ma, dal racconto dei presenti e a giudicare dal progressivo scolorirsi in viso di Cristiano, pare che il nostro obiettivo sia stato raggiunto in pieno… La location dell’evento è di quelle mozzafiato: un parco, inizialmente abbandonato ma rimesso a nuovo da Cristiano e Teresa, appartenuto originariamente a un benestante commercialista di Bolzano appassionato dell’arte in ogni sua forma e che si occupava di organizzare eventi culturali all’interno della proprietà circondata da alberi e siepi.

La serata si apre con un lauto aperitivo offerto in parte da casa Gallian e in parte dai loro amici e collaboratori. Il pubblico arriva, sorridente e incuriosito, e questo ci dà tanta carica. Lo spettacolo parte con la voce di Federica Santinello che introduce – con la lettura di un pezzo scritto da lei – ciò che sta per accadere, costruendo una similitudine tra il viaggio artistico e un vero viaggio avventuroso.

Poi tocca al sottoscritto; che sono bravissimo e bellissimo lo sapete già (non è vero, sono solo bellissimo!), quindi non mi dilungherò oltre… In ogni caso ho avuto il piacere di suonare un po’, e anche in duo con Marco Baxa per uno dei suoi brani. Marco scrive delle bellissime canzoni, con dei testi molto profondi che avevo ascoltato diverse volte sia dal vivo che su disco. Cosicché, quando mi ha chiesto di suonare un pezzo insieme, ne sono stato felicissimo. Il programma proposto da Marco si componeva di due brani facenti parte di un trittico, che ha come tema il ‘volo’. Uno dei due brani ha ispirato Sofia Tisato nella scrittura di In volo, un testo teatrale sempre interpretato da Federica Santinello, che porta il pubblico a fluttuare tra il pensiero di un grande amore dipinto nel celeberrimo quadro Sulla città di Marc Chagall, e una più terrena chat che si apre all’improvviso sul computer e che ti riporta alla realtà in men che non si dica.

Dopo il nostro duo, vengo ‘sostituito’ sul palco da Cristiano Gallian. È un chitarrista sopraffino, che sa perfettamente quando e come ‘piazzare’ le note che suona. Come se non bastasse, è dotato di un background ricco di ascolti e concerti live, che gli ha permesso di creare uno stile e un’eleganza unici. Con queste ‘armi’ colora anche le bellissime melodie e parole scritte da Marco. Dopo un paio di brani viene affiancato da Nick Muneratti, un bassista che ha fatto del groove il suo stile di vita. Nick e Cristiano suonano insieme da diverso tempo. E si sente. Hanno un ‘tiro’ e un’intesa pazzeschi, e così – a suon di loop registrati sul momento, linee di basso che ti strappano lo stomaco e assoli – è impossibile rimanere inchiodati alla sedia. Con il suo ultimo intervento, Federica propone un pezzo scritto di suo pugno su Martin Luther King, nel quale cita parte del discorso tenuto dall’attivista il 28 agosto 1963, I Have a Dream, lasciando al pubblico solo la possibilità di applaudire e riflettere.

Arriva il momento degli ospiti internazionali. Sì, giusto per non farsi mancare nulla. Qualche anno fa Cristiano era in Thailandia e Singapore per un tour promozionale. Dopo l’ultima data fu contattato da Daniel Chia, un sassofonista che ha all’attivo – tra le altre cose – un album prodotto dal chitarrista, cantante e produttore Paul Brown e collaborazioni con Larry Carlton… Daniel chiese a Cristiano di incontrarsi tre ore prima della sua ripartenza. Da allora sono rimasti in contatto fino a quando Daniel, sposatosi, ha deciso di venire in Italia per il viaggio di nozze… proprio in questo mese di settembre! E allora che fai? Non lo inviti a suonare? Ovviamente Daniel non se lo è fatto ripetere due volte: un sax tenore noleggiato, tanta voglia di suonare e la magia è compiuta. Un set composto da brani scritti dal sassofonista, senso melodico, buon gusto, eleganza e interplay con i musicisti che lo accompagnano sono gli ingredienti per una ricetta ‘semplice ma buona’, anzi buonissima. E non finisce qui. Insieme a Daniel c’è Lou Peixin, sua moglie, nome d’arte Miss Lou: una cantante ben distante dal mondo delle barzellette che vede le cantanti protagoniste… Peixin è intrigante: una musicista senza fronzoli, che appena fa vibrare l’ugola ti ammalia. Un mix prezioso di swing, retro mood e doo-wop, che regala al pubblico momenti davvero indimenticabili.

Una parola vorrei spenderla anche sul pubblico presente. Era quel tipo di pubblico che tutti noi artisti vorremmo avere sempre: attento, silenzioso, curioso; e che alla fine del concerto viene a stringerti la mano per ringraziarti e rimane lì a parlare con te per molto tempo. Il tipo di pubblico che fa bene all’anima di noi musicisti e artisti in genere.

Cristiano, Teresa, Marco, Sofia e Federica hanno una marea di idee in testa per far crescere ulteriormente tutto quello che sono stati in grado di realizzare quest’anno. E tutti ci auguriamo che ci riescano, che continuino a crederci moltissimo, così come ci hanno creduto negli ultimi due anni. Il lavoro per organizzare un evento del genere è tanto, tantissimo, ma loro sono un team che funziona: hanno una grande intesa, amano l’arte, la cultura in generale e, soprattutto, hanno dimostrato di essere capaci di concretizzare sogni e idee.

Ahimè, è giunta l’ora di partire per tornare a casa. I bambini hanno la capacità di lasciarti senza parole, nella più totale naturalezza; è quello che ha fatto Julienne al momento della mia partenza, regalandomi un suo oggetto che custodisco gelosamente. Salgo sul treno con il cuore pieno di gioia e di soddisfazione. L’appuntamento è per l’anno prossimo a Badia Polesine, e non vedo l’ora di ripercorrere la strada che da casa mia porta a Suoni e Voci dal Fiume.

Giuseppe Tropeano

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