La magia della fuffa

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Ferentino Acustica 2019 di Andrea Carpi / foto di Alfonso Giardino

Prosegue il suo cammino la magia di Ferentino Acustica che, come abbiamo raccontato l’anno scorso, si è andata sviluppando dalla congiunzione tra la tenace perseveranza, la dedizione, l’azione appassionata di anni – per la precisione diciassette anni – da parte del ‘direttore artistico’ Giovanni Pelosi, e l’apparentemente semplice idea di organizzare dei corsi gratuiti di introduzione alla chitarra acustica, che hanno catalizzato una partecipazione numerosa e risvegliato energie positive, voglia di incontrarsi, di stare insieme, di conoscere, di condividere. In un tempo in cui la società civile, il ‘popolo’, sembrano non riuscire ad affidarsi alle cosiddette ‘élite’, gli amatori e i professionisti hanno ricominciato a parlarsi, grazie anche allo spirito disinteressato emerso nell’iniziativa, e hanno scoperto di arricchirsi a vicenda. Così gli allievi dei corsi hanno ampliato i loro interessi e le loro attività, ed è nata l’idea della F.U.F.F.A., la Free University for Fake Artists, per così dire la ‘libera università per artisti fasulli’… Con una tale investitura, i ‘fuffanti’ hanno cominciato a uscire allo scoperto, a suonare nelle strade, nei locali, nei festival.

Naturalmente anche quest’anno, vista la buona riuscita e il successo dell’anno scorso, gli allievi dei corsi si sono avvicendati con gli artisti più blasonati sul palco di Ferentino Acustica, tra il 4 e il 7 di luglio. Giovanni Monoscalco, l’altro insegnante e promotore dei corsi, si è esibito insieme ai suoi allievi Patrizia Fiorini alla chitarra con corde di nylon, Alessandro Arduini alla chitarra acustica e Mariavittoria Coppotelli alla voce, con delle pulite riproposte di successi tratti nientemeno che dal repertorio di Ed Sheeran, Simon & Garfunkel e Leonard Cohen. Mariavittoria, in particolare, è una recente scoperta con un notevole potenziale vocale e una sorprendente grinta interpretativa, destinata sicuramente a perfezionarsi. A loro si è unita per delle armonie vocali Donatella Santigli, brava cantante di Anagni con una buona formazione e diverse esperienze professionali, che Monoscalco ha incontrato quest’anno – guarda caso – durante l’esibizione della F.U.F.F.A. a L’Asino che Vola di Roma, e con la quale ha deciso di formare un duo per reinterpretare grandi temi della musica pop con interessanti arrangiamenti di chitarra ‘classica’ (…ma non troppo): anche in questo caso un repertorio non da poco, con “La casa di Hilde” di De Angelis e De Gregori, “Heroes” di David Bowie e “Blood of Eden” di Peter Gabriel, quest’ultima con Pino Bicorni alle percussioni.

Dal canto suo Giovanni Pelosi – coadiuvato per l’occasione da Nhare Testi, bravissimo violinista conosciuto durante le registrazioni del nuovo album di Edoardo De Angelis – ha voluto sottolineare in particolare il fatto che con gli allievi dei corsi si è cominciato a scrivere musica. Oltre ad accompagnare ancora Mariavittoria Coppotelli in un paio di cover e la giovanissima Andrea Addesse in “A.A.A.”, da lui stesso scritta con il testo di Riccardo Sonzogni e presente nel suo album Heart Listener, ha condiviso alcune belle canzoni da lui composte per la parte musicale insieme a Mariangela Ardovini e Simona Bondatti per la parte testuale: “La pampera rosa” con Mariangela, “Un tocco di blu” e la raffinata “Mare magico” con Simona.

La F.U.F.F.A. significa anche seminari offerti generosamente da esperti di diversi settori. Uno dei seminari più apprezzati di quest’anno è stato quello di Eleonora Caliciotti sul canto, bravissima soprano di formazione classica, originaria di Ferentino. Ed Eleonora si è presentata a Ferentino Acustica con il suo Le Muse Trio, un trio vocale di recente formazione con Eleonora Massa e Federica Carducci. Il gruppo affronta con rigore formale e agile versatilità un repertorio ‘popolare’ moderno che ci ha trasportato dai Beatles all’afro beat, da Pino Daniele a Elvis Presley, dallo standard jazz ai Queen: grande energia espressiva, arrangiamenti vocali limpidissimi, accompagnamenti di pianoforte impeccabili e freschi, eseguiti da Luigi Mastracci. Uno spettacolo di altissimo livello e di forti emozioni. Un trio che secondo me potrebbe aspirare ai grandi successi.

Un giorno, durante una lezione dei ‘marpioni del giovedì’, il partecipante Renato Frasca ha presentato come un aspirante allievo dei corsi di chitarra un personaggio pittoresco, che Pelosi non conosceva. In realtà si trattava di Mario Insenga, cantante, batterista e leader storico della nota band napoletana Blue Stuff. Anche Mario, persona simpaticissima e di grande sensibilità e cultura, è rimasto folgorato dall’atmosfera ‘fuffante’ e si è reso disponibile per preparare, in vista della rassegna di Ferentino, una “Nashville Jam” con Emilio Quaglieri (dobro e voce dei Blue Stuff) e i ‘marpioni’ Piero Ammanniti e Renato Frasca alle chitarre elettriche, Mauro Romiti (nientemeno che alla steel guitar), David Addesse al basso, Sergio Petrilli alla chitarra acustica e Mariavittoria Coppotelli alla voce, con la partecipazione di Giovanni Pelosi. È stato uno spettacolo di blues classico e urbano, godibilissimo ed energico, che si è concluso nel migliore dei modi con “Irene, Goodnight” di Lead Belly cantata in coro con il pubblico: un particolare che non può non riportarci alla mente le immancabili chiusure di serata del primo Folkstudio romano di Harold Bradley.

I ‘marpioni’ possono essere così bravi da diventare a loro volta maestri. È stato il caso di Claudio Faiola, che quest’anno ha tenuto alla F.U.F.F.A. un corso di solfeggio. Al festival si è esibito in duo con Mariangela Ardovini, riproponendo la versione italiana – ad opera di Arisa e Cristiano Malgioglio – di “Amar pelos dois” di Salvador Sobral, e “La nave” del beniamino di entrambi, Fabio Concato.

Ma i due sono ancora più importanti per un’altro fatto: sulle ali dell’entusiasmo delle iniziative in corso, Mariangela – con l’aiuto prezioso di Claudio, nonché di altri che si rendono disponibili – ha deciso di aprire il Ferentino Folkstudio, in un bel locale rimesso a nuovo a due passi da Piazza Mazzini, sede dei concerti e della Pro Loco, che ospita la F.U.F.F.A. nelle sue sale. L’idea, molto cara al ‘magnifico rettore fuffante’ Giovanni Pelosi, è di cercare di ricreare le atmosfere del leggendario Folkstudio di Roma. Prima della sua inaugurazione ufficiale, il locale ha aperto i suoi battenti in anteprima per ospitare alcuni eventi collaterali di Ferentino Acustica. Il sabato pomeriggio, in particolare, ha accolto Grazia Di Michele, una presenza quanto mai opportuna, perché si può dire che la cantautrice sia nata proprio al Folkstudio di Roma. L’occasione è stata la presentazione del suo primo recente romanzo intitolato Apollonia, un romanzo di ispirazione autobiografica che indaga a fondo – com’è consuetudine per Grazia – la condizione femminile. Cosa che avviene anche nel suo nuovo disco Sante bambole puttane, di cui ha eseguito un paio di brani nel corso della presentazione del libro, per poi esporlo in modo più compiuto durante il suo concerto serale, assieme ai suoi precedenti successi tra cui la bellissima “Le ragazze di Gauguin”. Ed è stato splendido riascoltarla solo voce e chitarra, in perfetta dimensione Folkstudio, una dimensione che lei interpreta molto bene, con accompagnamenti di chitarra ben confezionati ed eseguiti, e la la sua ben nota capacità interpretativa.

Un’altra presentazione al Ferentino Folkstudio è stata quella della domenica con Giorgio Cordini, amico di sempre del festival, per il suo libro I miei otto anni con Fabrizio De André. Sempre a De André è stato dedicato tutto il set serale di Giorgio, che ha interpretato un collage di canzoni dell’amico scomparso, la maggior parte in versione cantata e un paio arrangiate in veste strumentale.

Il giovedì, invece, il Folkstudio Ferentino ha ospitato il seminario di Paolo Anessi “La chitarra jazz per tutti” e quello di Simona Grasso sulla “Coordinazione tra chitarra e canto”. Di Paolo e Simona conosciamo bene la capacità didattica, grazie alle rubriche che hanno tenuto su Chitarra Acustica. È un po’ di tempo però che non li ascoltavamo dal vivo, ma la nostra lacuna è stata felicemente colmata dal loro concerto serale. Sul palco Paolo – tanto bravo musicista quanto persona di grande umiltà – ha confessato di provare una forte emozione nel suonare davanti a tre persone nel pubblico (persone ‘innominabili’…), che sarebbero stati dei miti per lui e di cui seguiva le trascrizioni da ragazzino. D’altro canto, Simona esibiva una splendida disinvoltura… Non saprei, fatto sta che il loro set è stato coinvolgente e di grande professionalità, con brillanti arrangiamenti a una voce e due chitarre, due magnifiche Ibanez semiacustiche, che hanno spaziato dagli standard jazz alla bossa nova, dal ‘pop’ di Nat King Cole alla grande canzone italiana.

Il Folkstudio Ferentino ha ospitato anche il primo dei due appuntamenti dell’Open Mic, iniziativa che ha caratterizzato la comunità del sito Fingerpicking.net fin dai suoi albori. Data l’assenza di Leonardo Baldassarri, il coordinamento è stato affidato a uno dei primi frequentatori del sito, Alfonso Giardino, che grazie al rinnovato spirito impresso dalla F.U.F.F.A. è tornato felicemente a partecipare in modo assiduo. Tra un paio di cover e un paio di brani originali, ha colpito con il suo cavallo di battaglia “Via con me” di Paolo Conte e un curioso arrangiamento in drop D di “Il vento e la follia” di Brandoni. Un altro appartenente allo zoccolo duro di Fingerpicking.net è Lamberto Infurna, con il suo raffinato fingerstyle jazz diviso tra standard e originali. Raimondo Pisano ha alternato standard jazz e canzoni napoletane con “Bella ‘mbriana” di Pino Daniele. Giorgio Monoscalco, figlio di Giovanni, si è presentato in una nuova interessante veste di autore di canzoni in inglese di stile westcoastiano. Giorgio Fiorletta ha musicato alcune poesie dialettali di poeti ferentinesi, ricordando l’importanza di un recupero della cultura tradizionale locale. Francesco Fiumara è un cantautore di qualità, che merita di essere riascoltato. Una menzione speciale infine va al ‘nuovo acquisto’ Daniele Camera, chitarrista molto bravo, anche se ancora nell’esclusiva veste di ripropositore di musiche e arrangiamenti altrui: ha colpito la sua esecuzione di “Acoustic Bolero” del primo Morone e di “Merry Christmas, Mr. Lawrence” di Ryuichi Sakamoto.

Il secondo Open Mic si è svolto, come consuetudine negli ultimi anni, nel bel cortile del palazzo Roffi-Isabelli. Ad alcuni già ascoltati, si è aggiunto un altro frequentatore storico come Girolamo Sansosti, con i suoi inesauribili arrangiamenti di evergreen e canzoni napoletane. Il ‘fuffante’ David Addesse ha accompanato la cantante Titti Concè Mignolain un repertorio di cover dai Fleetwood Mac ai Beatles e alla canzone napoletana. L’altro ‘fuffante’ Sirio Villani ha eseguito arrangiamenti armonicamente complessi di“Quando” di Pino Daniele e “Malafemmena”. Giovanni Monoscalco ha suonato con Angela Lanceri, chitarrista classica alle prese con la 12 corde, la sua composizione originale per due chitarre“On the Road”.

Oltre a Grazia Di Michele, non è mancata neanche quest’anno la presenza di un piccolo drappello di cantautori, per aiutarci a uscire un po’ dalla nicchia. Sono accorsi naturalmente i due recenti habitué e grandi sostenitori della F.U.F.F.A., Edoardo De Angelis ed Ernesto Bassignano, quest’ultimo con i suoi ormai inseparabili Edoardo Petretti al piano e Stefano Ciuffi alla chitarra. Edoardo ed Ernesto, accanto alle loro più recenti canzoni, non mancano di anno in anno di riproporci anche aspetti meno noti o dimenticati del loro repertorio.

Una piacevole sorpresa è stata la presenza per la prima volta a Ferentino di Paolo Capodacqua. La maggior parte di noi lo conosceva soprattutto come chitarrista, collaboratore e compagno di avventure nelle tournée di Claudio Lolli fin dal 1997. Ma scopriamo che esiste anche una sua lunga carriera personale, con diversi dischi all’attivo, che lo vedono autore di musiche e canzoni per il teatro, traduttore e interprete di Georges Brassens, autore a partire dal 1992 – con l’intento di dare dignità a un genere ritenuto minore e d’evasione – di musiche e canzoni per bambini, in alcuni casi tratte dalle opere di Gianni Rodari come La torta in cielo (pubblicato nel 1994 come musicassetta e nel 2004 come CD). Nel suo set a Ferentino ha cantato tra le altre cose: la propria “Come Fred Astaire”, contenuta in Viaggio in Italia di Claudio Lolli del 1998; “Le matite”, canzone ispirata a un racconto dello scrittore turco Yaşar Kemal; “I nidi degli uccelli”, storia di una bambina del ghetto di Roma, scritta per la Giornata della Memoria; “Il temporale”, versione italiana di “L’orage” di Brassens. Un gran bel cantautore ‘classico’, con accenti forse più da chansonnier francese che da singer-songwriter, ottimo chitarrista sulle corde di nylon, bravo cantante, autore raffinato. Attendiamo in uscita un suo nuovo disco di inediti dal titolo Ferite & feritoie.

E poi ci sono i chitarristi solisti, visto che Ferentino Acustica è pur sempre una “Rassegna di chitarra acustica”. Primo fra tutti Reno Brandoni, altro amico di sempre del festival, che negli ultimi tempi si concentra sempre più su atmosfere evocative, con un uso più frequente di toni riverberati, affinando in modo poetico il suo bisogno di circondare la propria musica di racconti, quasi a voler trovare un raccordo con gli interessi letterari che lo impegnano attualmente. C’è anche Paola Selva, che ha da poco sfornato il suo bell’album d’esordio Legno e vento, recensito splendidamente sul numero di giugno di Chitarra Acustica da Giovanni Pelosi, che certo non ha mancato di invitarla di nuovo. E torna per la seconda volta Alberto Lombardi, reduce dal tour della International Guitar Night di Peter Finger, esperienza che lo ha reso visibilmente più sicuro e disinvolto sul palco. Non potendo suonare i propri cavalli di battaglia “Volare” e “Tu vuo’ fa’ l’americano”, che gli erano appena stati ‘sottratti’ nel precedente set di Paolo Anessi e Simona Grasso, ha ironicamente ‘ripiegato’ sugli arrangiamenti di “’O sole mio” e “Almeno tu nell’universo”, altrettanto belli, insieme ad altri pezzi forti dai suoi due album fingerstyle.

Una novità per Ferentino è stata Marco Manusso, che come Giorgio Cordini viene a sua volta dalle collaborazioni con i cantautori, avendo suonato per esempio con Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ron, Mimmo Locasciulli. Tra l’altro, durante il set di Cordini, e avvalendosi delle proprie origini genovesi, si è unito a lui per cantare “Crêuza de mä”. Marco è un chitarrista molto sui generis: unisce alle sue capacità chitarristiche uno spiccato gusto per così dire cabarettistico: nel 2004 ha scritto e rappresentato un one man show teatral-musicale dal titolo Ma lei… a parte la chitarra che lavoro fa?, fonte inesauribile di aneddoti e sketch. Su richiesta di Pelosi, ha iniziato il suo set con una esilarante imitazione di “Knockin’ on Heaven’s Door” di Bob Dylan, con l’ausilio del coro delle ‘fuffanti’ che si erano appena esibite. E ha proseguito alternando la struggente “Bella Mattì” dedicata al figlio scomparso, brani strumentali destinati a un suo prossimo disco di chitarra acustica sola, canzoni comiche come “La saudade di Vladivostok”.

Una prima volta per l’Italia è stata poi l’esibizione del giovane chitarrista irlandese Shane Jordan Hennessy, che ha preso personalmente l’iniziativa di proporsi a Pelosi per suonare a Ferentino. Di primo acchito potrebbe apparire come uno dei tanti chitarristi attuali ipertecnici, funambolici ma prevedibili: non ha mancato infatti di fare la rituale illustrazione del fingerstyle come traduzione sulla chitarra delle quattro parti di una band; oppure di illustrare il basso alternato di “Windy & Warm” in opposizione all’arrangiamento di “Day Tripper”. Ma poi mi ha entusiasmato con il suo gusto per la world music: in “Marrakesh” riesce a evocare in maniera strabiliante la mescolanza tra la musica tradizionale gnawa e le varie influenze francesi, arabe e moderne. In “Rain Dance”, infilando tra le corde un pezzo di carta di credito, imita con grande efficacia la musica di strumenti africani come la kora, la kalimba, gli steel drum. E poi c’è la sua abilità nel trascrivere la musica irlandese, legata alle sue esperienze con la concertina dai 4 ai 12 anni a scuola, dove in Irlanda è obbligatorio imparare a suonare uno strumento. Inoltre il suo amore per musiche particolarmente raffinate, come nella canzone “Walk Between Raindrops” di Donald Fagen. O ancora la sua sensibilità funky, come nel “Nile Rodgers Medley”, un arrangiamento di successi degli Chic apprezzato dallo stesso Rodgers. Complimenti vivissimi!

Concludiamo in bellezza con due campioni. Franco Morone, che ha girato soprattutto intorno ai lati bluesistici e celtici della sua musica; e c’è voluta una mia richiesta per fargli suonare almeno una bella “Saltarella”. Infine Peter Finger, a sua volta divenuto ormai un habitué di Ferentino, che ha avuto l’onore di chiudere l’ultima serata del festival. Ed è incredibile come il pubblico di Ferentino, evidentemente cresciuto in questi anni, sia capace di ascoltare con attenzione e coinvolgimento una musica complessa come la sua, fino a sentire il bisogno di richiedergli dei brani.

Alla fine di ogni concerto, poi, ci siamo ritrovati tutti all’accogliente Caffè Matteotti del simpatico Giuseppe ‘Peppe’ Grossi, altro punto inprescindibile di riferimento, a metà strada tra Piazza Mazzini e il Ferentino Folkstudio. Giusto per stare ancora un po’ assieme. Perché è la magia della F.U.F.F.A.

Andrea Carpi

1 commento

  1. Grazie infinite ad Andrea Carpi e a Fingerpicking.net, leggersi tra le parole esperte di Andrea e sulle pagine di una testata così esclusiva, è un’emozione che ci rimarrà addosso come l’abbraccio di un amico. Il non-progetto “Coso&Cosa” equivale ad una passeggiata tra amici sul bagnasciuga del mare sconfinato di tutta la musica che ci ispira Bellezza e ci smuove interiormente, restiamo inebriati dal giogo d’onde di note e parole, e ci lasciamo dondolare in quello stesso andamento… “e naufragar ci è dolce in questo mar”

    Amar pelos dois di Luisa Sobral, noi lo omaggiamo con un adattamento in italiano del meraviglioso Joe Barbieri, divinamente interpretato dalla splendida voce di Tosca.
    questo il link di riferimento
    https://www.facebook.com/TizianaToscaDonatiOfficial/videos/10156716253803896?sfns=mo

    (solo per onore di citazione, comunque grazie ad Andrea ora conosciamo anche la versione di Arisa e Malgioglio)

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