La normalità di Jimi

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La normalità di Jimi

Si narra che Jimi Hendrix, negli ultimi anni della sua vita, prediligesse la chitarra acustica e che il suo manager, ogni volta che ne imbracciava una, gli ricordasse che era il chitarrista elettrico più pagato nella storia del rock. Le limitazioni imposte dal suo management influirono negativamente sul suo umore, e anche l’ultima idea di Jimi – di unirsi a Miles Davis per dar vita a una nuova formazione – rimase un buon proposito, non realizzato.

Si commemora quest’anno il cinquantenario dalla sua misteriosa morte, avvenuta il 18 settembre 1970. Per questo motivo abbiamo voluto rendergli omaggio, raccogliendo una delle poche immagini che lo ritraggono in versione acustica e dedicandogli la storia di copertina. Gli interventi di Enzo Gentile o di Reno Brandoni, autori di due recenti libri incentrati sulla figura di Hendrix, cercano di restituire una dimensione ‘umana’ a uno dei miti del rock più discussi e venerati, riconsegnando a Jimi l’onore di una ‘normalità’, sconfitta solo dal suo talento e non da alterazioni psichedeliche.

A noi che amiamo lo strumento acustico, piace immaginarlo così, in un futuro che non c’è mai stato e mai ci sarà, seduto su una sedia con una chitarra acustica tra le mani, a suonare il blues e la malinconia che regnavano dentro di lui.

È un numero speciale, celebrativo, legato più al sogno che alla memoria. E Jimi se lo merita tutto.

Andrea Carpi
Chitarra Acustica Ottobre 2020

 

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