Musicisti in trincea (10) – 5 trucchi per sconfiggere la depressione dell’artista

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Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari musicisti invincibili, come va? Qui al fronte si combatte con un nemico veramente tosto, la depressione dell’artista! A chi di voi non è mai capitato di voler mollare tutto, trovare un lavoro normale, cambiare vita o Paese, prendere l’arte e metterla da parte una volta per tutte? Beh, a me capita spesso in forma lieve e ogni dieci anni in forma mastodontica, al confine con la vera depressione, quella che si cura con psicologi e medicinali. Per fortuna, però, ne sono consapevole e riesco a combattere questo malessere ciclico con cinque piccole strategie sviluppate negli anni e che oggi mi sento di condividere con voi, gratis. Neanche il ticket dovete pagarmi, perché vi voglio bene e perché oggi non ho nulla di meglio da fare che essere il vostro psichiatra!

Manfredi-Acoustic-TellersTrucco n. 1: Canta e suona con qualcuno che ti passa
Lo so, è banale e soprattutto – quando si è depressi – non si ha voglia di cantare. Allora, chiamate qualcuno e suonate qualcosa insieme; riprendete “Garota de Ipanema” e fatevi violentare dalla dolcezza di Jobim: è impossibile non guarire passando dal FAmaj7 della parte A al FA#maj7 della parte B, modulazione che sconvolge e conforta insieme.

Trucco n. 2: Corri e salta che ti passa
Qui andiamo sul corpo più che sulla mente, perché bisogna attaccare la depressione su più fronti, come i russi e gli americani nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver cantato e reimparato qualche bella canzone anche se non ci andava di cantare, dobbiamo fare sport anche se vorremmo restare a letto a piangere e compiangerci per come il mondo non capisce il nostro genio inarrivabile. Mettiamoci le scarpe mentre malediciamo il mondo e andiamo a correre, o in bici, o su quei cosi su cui si salta, i ‘salterelli’, dai che avete capito… quei tappeti elastici nelle giostre per bambini, dove vi sentirete dei cretini ma almeno comincerete un po’ a ridere e a fare gli scemi come me nella foto.

Trucco n. 3: Leggi e scrivi che ti passa
Tornati a casa sarete sfiniti e quasi guariti. Comincerete a uscire da voi stessi e vedere che esiste un mondo tutto sommato accettabile intorno a voi: il sole tramonta e l’aria diventa rossa e magica, siete ancora un po’ nostalgici ma non disperati. Allora scrivete un verso, una strofa, due righe sul vostro diario, un post su Facebook o sul vostro blog, un messaggio su WhatsApp alla vostra donna: qualsiasi cosa per riprendere contatto col mondo. Se non vi viene una nuova canzone, pazienza; ma provate a buttar giù qualche idea e soprattutto leggete. Io sto leggendo One Train Later di Andy Summers: oltre a essere un gran chitarrista, che ha suonato con una marea di artisti e non solo con i Police, è un bravo fotografo e uno scrittore provetto. Anche lui ha passato crisi nere, e lèggere delle sue disavventure e dei suoi successi mi ha aiutato tantissimo.

Trucco n. 4: Registra e pubblica un video che ti passa
Stiamo quasi guarendo e quasi vorremmo comunicarlo al mondo. Ma come vincere la paura di essere giudicati stupidi, poco professionali, privi di talento? Purtroppo questa paura non si vince mai del tutto, ma bisogna pubblicare qualcosa nonostante la paura. Scegliete il vostro medium – audio, video, scrittura, foto – e poi via, lasciate viaggiare in rete qualcosa, è solo un inizio, migliorerete. Fate però ciò che amate, qualcosa che sia sostenibile nel tempo. Se amate la chitarra fingerstyle, non iniziate un canale YouTube sulla chitarra rock solo perché è più popolare, altrimenti vi bruciate; cioè, finito l’entusiasmo iniziale, vi fermerete o sarete più scoraggiati di prima se i risultati tardano ad arrivare.

Trucco n. 5: Lavora e guadagna che ti passa
Ed eccoci al vero motivo latente della depressione, la mancanza di riconoscimento morale e/o economico del nostro lavoro di artisti. Che fare? Trovarsi un lavoro vero come consiglia Joan Baez ai giovani cantautori, od ostinarsi a fare lezioni private e concerti nei pub in attesa di quella fama mondiale che forse non verrà mai? Su questo non posso aiutarvi molto, è una scelta personale, ma guadagnarsi un minimo dì indipendenza economica è fondamentale per non deprimersi e per guarire dalla tristezza. Io personalmente affianco dei lavori tecnici a quelli artistici, tra cui l’accordatura di pianoforti e il montaggio audio e video, qualcosa che mi permetta di vivere e di non allontanarmi troppo dalla mia passione per la musica; ma anche fare l’agente immobiliare o il tassista come Philip Glass va benissimo, visto che dopo aver fatto il tassista è comunque diventato uno dei più influenti compositori del ’900.

Ora però devo tornare sui salterelli, scusate. Qui nel deserto ne abbiamo montato un paio, uno per me e uno per il mio amico Erminio, e adesso che siamo guariti dalla depressione estiva, saltiamo e cantiamo. Quando arriva il tramonto poi scriviamo sempre una canzone, ma oggi vogliamo osare: giriamo un video su come far cantare “Desafinado” a un cane randagio!

Per guardare il video:
youtube.com/acoustictellers

Se avete altri trucchi, consigli o esperienze da condividere per realizzare demo audio e video, lasciate un commento su:
facebook.com/groups/acoustictellers
francescomanfredi.net

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