Musicisti in Trincea (21) – Il Fungometodo: mettiamolo in pratica nelle canzoni

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Autoproduzione e tecnologie di sopravvivenza
(di Francesco Manfredi) – Cari chitarristi acustici e non, chitarristi ritmici e melodici, compositori e improvvisatori, come state? Avete provato a studiare le scale dominanti e tutti i pattern che vi ho proposto nella puntata scorsa? Se non lo avete fatto non è grave, il Fungometodo non è intransigente, anzi, nasce proprio per musicisti pigri e incostanti come me. Potete studiare ogni giorno oppure ogni tanto, non importa, tanto si riparte sempre da zero e si costruisce su ciò che sappiamo in modo graduale.

Il metodo, ripeto, è semplice, graduale, musicale, facilmente memorizzabile e autorinforzante. Ma che diavolo vuole dire ‘autorinforzante’?

Ogni esercizio facilita il successivo e, se si traspongono gli esempi seguendo il circolo delle quinte, l’apprendimento di ogni tonalità semplifica la successiva e l’apprendimento della successiva rinforza la precedente. È come se imparando a camminare preparassimo la corsa e successivamente, correndo, rafforzassimo la capacità di camminare senza stancarci. Per esempio, mentre studio le triadi in realtà preparo anche lo studio degli arpeggi a quattro voci e poi, mentre imparo gli arpeggi a quattro voci, sto rinforzando anche la memoria acustica e muscolare delle triadi. Una specie di programmazione neurolinguistica.

Non dimentichiamo che il nostro sistema muscolare e nervoso, cervello compreso, è una macchina programmabile, e la musica è al tempo stesso un linguaggio di programmazione e un linguaggio per comunicare.

Troppo filosofico? Vero, me la meno un po’ per far vedere che son bravo e intelligente, ma in realtà sto sperimentando ancora su me stesso e sui miei poveri allievi. Per ora funziona, anche perché il mio metodo si basa su decine di metodi che ho studiato con difficoltà. Non sono diventato un grande musicista, ma ho capito il metodo per creare i metodi!

Non mi resta che lasciarvi alla vostra chitarra con la raccomandazione di studiare gli esercizi su set di quattro corde alla volta, per non rimanere bloccati nei singoli box e scorrere un po’ di più in orizzontale. Per esempio, se volete studiare sul primo set, quello più acuto, fate finta di suonare un ukulele; se invece volete studiare sul terzo set, fate finta di suonare il basso elettrico a quattro corde.

Rispetto alla puntata precedente, ho aggiunto alcuni possibili accordi sottesi alle frasi musicali, qualche esercizio opzionale per chi è a un livello più avanzato, e delle progressioni standard per mettere in pratica i nostri pattern. Se trovate le progressioni difficili, potete anche usare un bel SOL minore e starci su un’eternità con una semplice pentatonica, come Richard Wright in “Shine on You Crazy Diamond”. Chi dice che l’improvvisazione è solo roba cervellotica? In realtà è da sempre patrimonio culturale dell’umanità. UNESCO, mi stai ascoltando?

Detto ciò che ne pensate? Sono abbastanza megalomane?

Francesco Manfredi

Fatemi sapere nei commenti oppure su questi link:
francescomanfredi.net
twitter.com/fungosound

Ecco il link completo degli esercizi in PDF:
http://bit.ly/2iA5wXG

E per chi volesse ascoltarli anche in MIDI:
http://bit.ly/2gV1hJg

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