Nels Cline & Julian Lage – Room

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Cline-&-Lage_RoomUna sperimentazione sonora che non si smarca dalla lezione dei grandi della chitarra. Un suono incontaminato, spoglio, in contrasto con le audaci improvvisazioni che le performance di questi due chitarristi sanno sviluppare, grazie all’alto tasso di tecnica e cuore.
Inserito dalla rivista Rolling Stone tra i 20 New Guitar Gods e tra i 100 migliori chitarristi di tutti i tempi, Nels Cline è noto come membro del gruppo rock Wilco, di cui fa parte dal 2004. Ma Cline è, appunto, apprezzato anche per la sperimentazione sonora che porta avanti attraverso diversi progetti, tra cui il suo trio Nels Cline Singers con cui ha registrato l’album Macroscope nel 2014. Nel solco di questa ‘tradizione’ Cline ha intrapreso anche progetti, di solito duetti acustici o semiacustici, che hanno messo in evidenza un approccio intimo e riflessivo altrettanto fondamentale per la sua arte. Con questo nuovo album, Room, «The world’s most dangerous guitarist» (così la rivista americana Jazz Times ha definito Cline) mette in luce proprio questo aspetto spesso poco conosciuto della sua musica.
Ad affiancarlo troviamo un altro prodigio della chitarra, Julian Lage. A soli 26 anni, Lage si è imposto nel mondo del jazz con uno stile che affonda le radici nella tradizione jazzistica, ma anche nel folk e nel country.
Entrambi i chitarristi hanno avuto diverse esperienze in duo. Cline col polistrumentista e compositore Vinny Golia, l’arpista americana Zeena Parkins, il compositore avant-garde Elliott Sharp, Thurston Moore dei Sonic Youth, Carla Bozulich ispiratrice dei Geraldine Fibbers e, ultimo ma non meno importante, il chitarrista Marc Ribot. Lage con il mitico mandolinista David Grisman, i chitarristi Martin Taylor, John Abercrombie e il pianista-compositore Taylor Eigsti.
E questo sicuramente ha aiutato la loro intesa. La concezione del disco è molto essenziale: nella registrazione Lage è sul canale sinistro, Cline su quello destro e i due usano solo quattro chitarre in totale, due acustiche e due archtop semiacustiche. Un disco sperimentale che vuole un ascolto attento, ma regala atmosfere variegate e, a tratti, sorprendenti.

Gabriele Longo

PUBBLICATO

 

 


Chitarra Acustica n.05/2015, p. 18

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