Quel ramo del lago di Como… con il Festival della Chitarra di Menaggio

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Quartetto Se.Go.Vi

(di Biagio Belgiussani / foto di Alice Bellati) – Con grande soddisfazione degli stoici organizzatori superstiti, e se pur con grande fatica e apprensione avendo avuto tempi molto ristretti, anche questa settima edizione del Festival della Chitarra di Menaggio è andata in porto. Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno si sono alternati numerosi artisti di elevato livello, che hanno coinvolto un vasto pubblico in concerti molto diversi tra loro e in momenti di approfondimento musicale.

Tutto è iniziato venerdì 5 settembre con il concerto del Milton Martins Project al Youth Hostel. Il gruppo, formato da Milton Martin alla chitarra e voce, João de Freitas al basso e Marcello Temponi alla batteria, con la partecipazione speciale della cantante Francesca Prisco, propone interpretazioni dei grandi classici della musica popolare brasiliana e composizioni originali.

Maurizio Geri
Maurizio Geri

Con il Geri-Larghi-Lossani Gipsy Jazz Trio ci spostiamo dal Brasile alla Francia, ma percorrendo però solo poche centinaia di metri per arrivare al centro del paese. Il concerto di questo pregevole trio composto da Maurizio Geri, sicuramente il più originale esecutore italiano di jazz manouche, accompagnato da uno storico del genere, Fabio Lossani, e dall’ottima violinista comasca Giulia Larghi, ha riempito la via principale di Menaggio di un pubblico coinvolto e divertito dall’entusiasmo dei musicisti e dalle ritmiche prorompenti.
La giornata musicale si è conclusa nella piccola e raccolta chiesa di Santa Marta con l’esibizione del chitarrista acustico Davide Sgorlon, che con un uso non convenzionale della chitarra ha prodotto sonorità e soluzioni molto originali. World music, jazz, blues e musica minimalista per un sound davvero personale.
All’interno del festival i workshop rappresentano un momento rilevante per la conoscenza e la diffusione della cultura chitarristica, e quello di sabato 6 settembre tenuto da Maurizio Geri e Fabio Lossani ci ha fatto meglio conoscere la musica di Django Reinhardt e la realtà del jazz manouche in Italia; è stata anche l’occasione per la presentazione del nuovo metodo di Geri, La chitarra jazz manouche e del libro di Lossani, Django Reinhardt in Italy.

Fabio Lossani
Fabio Lossani
Laurent Boutros
Laurent Boutros

Terminato il workshop ‘scarpiniamo’ sino in Armenia e così, in Menaggio alta nella chiesa di San Carlo, troviamo Laurent Boutros, chitarrista classico che con le sue composizioni di grande atmosfera avremo poi occasione di riascoltare alla sera.
Il tempo non è molto e al termine del concerto dobbiamo scendere velocemente verso il lago anche perché, com’è abitudine questa estate, il cielo si sta coprendo e minaccia di piovere. Qualche goccia incomincia a scendere in piazza Garibaldi e pare che tutto il lavoro di allestimento del palco sia stato inutile: l’acqua non è amica dei mixer e degli strumenti. In questi casi la nostra solidarietà verso gli organizzatori è molta, comprendendo come gli sforzi di giorni e giorni a coordinare anche i minimi particolari possano essere vanificati. Come sempre è previsto lo spostamento in un luogo coperto, ma non sarà la stessa cosa.

Sergio Fabian Lavia
Sergio Fabian Lavia

Poi però alle otto e mezza, ora di inizio del concerto, grazie all’intervento del ‘Santo protettore dei Chitarristi’ (‘San Tana’), la pioggia si ferma e lascia il palco alla performance argentino-brasiliana del chitarrista Sergio Fabian Lavia e della cantante Dilene Ferraz, che oltre a presentare dell’ottima musica in diffusione quadrifonica e con suoni elaborati in tempo reale hanno anche il merito di essere entrambi nell’organizzazione del festival.
Segue il duo Talisman di Laurent Boutros, questa volta accompagnato dalla danzatrice Julieta Cruzado. Musica fra Occidente e Oriente per un affascinante momento di fusione tra universo musicale e gestualità corporea.
Chiude la giornata musicale l’istrionico Francesco Buzzurro: grandi doti chitarristiche al servizio di una notevole capacità di ingraziarsi il pubblico con la sua simpatia e grazie a brani conosciuti e universalmente apprezzati, dalle colonne sonore di celebri film a Stevie Wonder, in questo caso coadiuvato dall’armonicista Giuseppe Milici.
Quindi ‘gran finale’ con tutti gli artisti sul palco.

Domenica 7 inizia con un workshop dedicato all’educazione musicale e in particolare all’importanza della musica d’insieme nella formazione musicale. Il relatore è Gabriele Cavadini, insegnante di chitarra e didattica della chitarra presso il Conservatorio della Svizzera Italiana. Le dimostrazioni sono eseguite dall’ensemble di chitarre formato da allievi del conservatorio.
Appena qualche minuto di riposo e poi ci si sposta in questo piacevole pellegrinaggio chitarristico, grazie al quale abbiamo la possibilità di apprezzare le bellezze della zona, percorrendo le stradine acciottolate della Val Senagra. Nella chiesa dei SS. Lorenzo e Agnese troviamo il Quartetto Se.Go.Vi.O. Ovvero Salvatore Seminara alla chitarra, Stefano Gori al flauto, Paolo Vignani alla fisarmonica e Gabriele Oglina al clarinetto. Il repertorio spazia tra musiche dello stesso Seminara, brani di Pujol e Piazzolla, per momenti di grande coinvolgimento grazie anche agli accurati arrangiamenti.

Quartetto Se.Go.Vi
Quartetto Se.Go.Vi

Da non dimenticare, come momenti di aggregazione musicale (e alcolica), gli Aperitivi Musicali a cura di chitarristi della zona, impegnati in variegate esibizioni dalla musica latina, al classico, al blues. Raccogliendo le opinioni del pubblico, abbiamo rilevato che questa tre giorni di musica e di chitarra ha coinvolto tutta una zona che, se pur turistica, non propone molto per quanto riguarda gli eventi musicali. «Non ci sono i soldi» è la motivazione ufficiale. Ma crediamo che, per quanto ha dato in termini di promozione culturale e anche turistica, visto l’esiguo investimento, il Festival della Chitarra di Menaggio sia un’iniziativa da riproporre. Chiediamo a Lia Sala, componente il comitato organizzativo, quale ne sarà il futuro: «Per la prossima edizione, vista la concomitanza con l’Expo, vorremmo potenziare le caratteristiche internazionali e multiculturali del Festival, invitando più artisti di rilievo internazionale; e, visto che il tema dell’Expo è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, abbiamo come obiettivo quello di poter ospitare alcuni spettacoli che possano sensibilizzare verso le problematiche del cibo e dell’acqua, come anche quello della biodiversità. Altro argomento di nostro interesse è l’abbinamento musica e cibo, mantenendo un filo conduttore per la realizzazione degli aperitivi musicali».

Biagio Belgiussani

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 11/2014, pp.22-23

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