Waterloo Guitars by Collings – Un omaggio a un’epoca

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Waterloo1La linea Waterloo nasce con l’intento di rivolgere uno sguardo a un’epoca passata, quando si avvertiva un’esigenza genuina per un suono pieno di spiritualità, che nasceva da strumenti relativamente semplici. La musica blues, country e folk suonata su quegli strumenti esprimeva lo spirito della Grande Depressione e ne sottolineava le passioni. Si trattava della musica che si ascoltava nei campi di lavoro, durante i balli nelle fattorie, nelle cucine e nei bordelli, agli angoli delle strade e nelle chiese. In una parola, le radici della musica popolare americana dei decenni che seguirono. Le chitarre Waterloo sono state progettate per catturare la voce e lo spirito dei migliori strumenti del periodo della Grande Depressione, e trasferirli in strumenti ben suonanti e splendidamente costruiti.

Bill Collings descrive così il processo creativo alla base delle Waterloo: «Sono sempre stato affascinato dalle chitarre, di tutti i tipi. Non solo quelle costose. Ho sempre trovato un qualcosa di intrigante in quelle chitarre più economiche degli anni ’20 e ’30. Erano strumenti con un carattere, una personalità. Raramente però erano strumenti ‘belli’. Si trattava di strumenti senza fronzoli, costruiti con materiali non particolarmente selezionati e dotati di finiture semplici. Le catene non erano rifinite, potevi trovare grumi di colla a vista, ma erano strumenti funzionali, costruiti per suonare e non per essere esposti in vetrina. Infatti, moltissimi strumenti dell’epoca venivano venduti tramite i cataloghi postali, spesso come sottomarche delle marche più famose, che in questo modo cercavano di sopravvivere durante quegli anni molto duri.
Negli ultimi tempi credo che stiamo assistendo a una riscoperta di alcuni suoni che credevamo di aver dimenticato. Diversi chitarristi, sia acustici che elettrici, esplorano queste sonorità antiche, che risultano invece nuove e affascinanti per una generazione di ascoltatori più giovani.
Io ho voluto riscoprire la voce di queste chitarre della Grande Depressione, in strumenti con tutta la suonabilità delle chitarre Collings di oggi. C’è uno spazio sonoro fantastico da esplorare e godere con le Waterloo.
Il timbro di queste chitarre ha una sua certa caratteristica, asciutta e diretta. Ha grinta, ha punch. È un’impostazione non comune oggi: molti liutai si concentrano nel rifinire il bilanciamento tonale degli strumenti per cercare di avvicinarsi a una sorta di perfezione, quasi idealizzata. Non le Waterloo. Noi abbiamo cercato di trovare il carattere, la personalità insita in questo tipo di strumenti.
All’inizio, abbiamo pensato alle Waterloo come a degli strumenti destinati al fingerstyle blues, specialmente nella loro versione Ladder braced. Poi, proseguendo nello sviluppo, abbiamo trovato che anche la versione X-braced si presta egualmente bene al fingerstyle. E alla fine, abbiamo riscontrato che entrambe le versioni sono a proprio agio in una grande varietà di stili.
Il Ladder bracing ha una risposta lievemente più pronta e articolata; dona anche una certa aggressività sulle frequenze medie e un impatto sulle basse che lo rende molto interessante. L’X-bracing offre un suono forse più bilanciato sull’intero spettro e ha dei bassi un filo più limpidi. Forse è un po’ più generoso nell’uso con il plettro. Suonano davvero molto bene entrambi, seppure con due voci distinte. Difficile per ora dire quale sia la preferita dai musicisti!
Waterloo2Certo, anche il costo più contenuto di queste chitarre è il risultato di questa impostazione. Bisogna considerare che più di un terzo del costo di produzione deriva dal lavoro manuale dei nostri liutai. Ovviamente, sui materiali non abbiamo mai pensato di abbassare il livello dei nostri standard: i legni sono altrettanto selezionati quanto quelli impiegati nelle Collings. Piuttosto, abbiamo concentrato il lavoro manuale sugli elementi che ‘suonano’, e trovato un approccio agli aspetti di finitura che ci consentisse di ridurre il loro costo. La filosofia di queste chitarre, esattamente come quelle alle quali esse si ispirano, bada tutta alla sostanza. Ad esempio, non abbiamo voluto investire lo stesso numero di ore nel processo di verniciatura, rinunciando a ‘tirarle a specchio’, ma puntando invece a una finitura semilucida, che è perfettamente in linea con l’impostazione old style dello strumento.
Un altro aspetto interessante delle Waterloo è che sono delle vere flat-top. Sia la tavola armonica che il fondo e le fasce sono perfettamente piatti: non sono bombati o arcuati come nella maggioranza delle chitarre acustiche. Anche questo fattore contribuisce all’autenticità del progetto, e non ne aggrava il costo.
Per riassumere, considero le Waterloo come un veicolo per esplorare una molteplicità di approcci alle chitarre della nostra tradizione. C’è un potenziale tutto da scoprire. Cosa verrà dopo? Te lo saprò dire quando l’avrò scoperto! Infine, visto che in molti lo hanno chiesto, ecco da dove deriva il nome di queste chitarre: Waterloo è il nome originale della città di Austin in Texas, fondata nel 1937, la città di Collings. Il nome fu cambiato in Austin poco dopo, nel 1839, in omaggio a Stephen F. Austin, una delle figure storiche più importanti nella storia della città e di tutto il Texas.»

Il prezzo suggerito di listino al pubblico è di 1999 sterline inglesi (IVA compresa). Tutte le opzioni (bracing, colore, trussrod) sono da specificare all’ordine e non comportano alcuna variazione di prezzo.

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